Preziose precisazioni

Leggo su Repubblica di oggi (edizione locale) che il sindaco di Castellammare di Stabia (Na), Luigi Bobbio, ha chiarito puntigliosamente che l’imminente ordinanza creativa (ma in effetti lo strumento, questa volta, non è un’ordinanza bensì un normale regolamento di polizia urbana) che ha suscitato ironie perfino oltre i confini nazionali non vieta affatto di indossare la minigonna.  Solo, prevede sanzioni per le indossatrici di minigonne che lascino vedere (o intravedere, non saprei) gli indumenti intimi.
Nel senso delle mutand(in)e — suppongo –  ché le calze non c’è modo di non vederle.

Inoltre, il sindaco tiene a ricordare a tutti coloro che scrivono l’esistenza di un reato di pubblicazione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico (che pare quasi una minaccia, ma magari è solo una mia sensazione).

BB 1971

In definitiva, io resto della mia idea:  la soluzione più sicura, per le amiche di Castellammare che amino le gambe libere, sarà indossare degli short (magari a vita non troppo bassa) inneggiando agli anni ’70 piuttosto che ai ’60.

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Credit.  L’immagine viene da qui (ma in effetti è da qui)

Vedi anchequi e qui.

24 ottobre 2010 at 5:31 pm 1 commento

La dernière bêtise (à la mode de chez nous)

L’espressione francese rende meglio l’idea, visto che ormai siamo oltre le normali ordinanze pazze e/o creative.
Il luogo è Favara (Agrigento).  L’oggetto è il linguaggio del corpo abitualmente utilizzato in caso di funerali.  Il risultato dell’ennesima ordinanza di un sindaco è che sarà proibito condividere il lutto e il dolore in modo fisico.
Però c’è tempo fino al 10 dicembre per adeguarsi alla nuova regolazione dei sentimenti.

Che poi  il riferimento alle bestie mi pare consono a questo ultimo effetto della doppia, o magari tripla,  sindrome da decoro/sicurezza + ‘influenza suina.

29 novembre 2009 at 11:48 am 1 commento

E ora, ecco a voi il divieto preventivo

ET_aha

Per il solito kebab (anche se a proporlo ancora nessuno ci ha provato, lì nel bergamasco), e  per i phone center (che invece il problema si era già presentato).
Niente telefono casa, dunque. Solo per “questione di decoro”, mica per altro…
E poi  il divieto preventivo riguarderebbe  pure le pizzerie (sempre se qualcuno volesse). Ma non le periferie, chè lì il decoro è meno importante, come si sa.

via Civati

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ps. Poi ci sarebbero un po’ di dettagli e aggiornamenti per la questione burkini, ma ne parliamo un’altra volta ché qui si va a 3 all’ora.

20 agosto 2009 at 3:12 pm Lascia un commento

Ceci n’est pas Hopper

Lui si chiama Jon Rafman. Vive e lavora a Montreal, Canada, ma le viste di googlestreetviews parlano di situazioni molte e molto diverse, tutte originariamente catturate in quel mondo/modo “senza morale” del progetto Street View di Google, nato semplicemente per arricchire le mappe.

Credit. Avvistato su Repubblica online (chi sa perché è disabilitato il tasto destro per i  link esterni, anche se si aprono comunque in un’ altra pagina) ma l’articolo da leggere è  quello di Art Fag City, un po’ indirettamente linkato.

15 agosto 2009 at 3:15 pm Lascia un commento

Le Ramblas di Torino

Sperando  che non si tratti solo di fuffa(s).   E però io comunque al Pala il nome glielo cambierei.
Anche perché mi piace pensare che tutto il resto conta assai più dell’archistar in questione, il cui cavatappi — leggo qui — “completato nel 2004 …  finora ha solo ospitato eventi e mostre itineranti ma resta per gran parte dell’anno vuoto e distante dai fervori del resto della piazza”.

Bisogna saper scegliere (Torino - Porta Palazzo

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Credit. Bisogna saper scegliere è su Flickr ed è una foto di Metella Merlo.

10 agosto 2009 at 11:38 am Lascia un commento

Aggiornamento ordinanze creative

water_glass230Roma.  Fino al 20 settembre, dalle 21 alle 6 di mattina, sono vietate vendita e “somministrazione” di alcolici per l’asporto. Ma “solo” a Campo de Fiori, Trastevere e Rione Monti, e poi al Pigneto, a San Lorenzo, a Ponte Milvio e ad Ostia.
Dunque, lì, niente birra o drink fuori dai locali, nemmeno nell’orrido bicchiere di plastica.
Per chi si adeguerà alle nuove regole — e questo mi pare il punto più creativo della disposizione — arriva il premio:  un marchio di qualità e la possibilità di una lunga apertura: fino alle 5 del mattino.
Però con “obbligo di dare mezz’ora di tempo perché chi ha bevuto possa smaltire l’ebbrezza, periodo di tempo in cui potrà essere somministrata solo acqua”.

Per la Campania,  invece, rinvio alla ottima sintesi del mio vicino di cortile ottanta/cento, che si è avviato a balnearsi un po’ più a nord.
Dove però certamente non potrà godere del cocco (fresco).  Anche per i motivi di cui al post di sotto.

9 agosto 2009 at 4:33 pm Lascia un commento

Ora che le ronde ci sono, e i rei pure

vuvumpraIeri stavo per mettere questa notizia sull‘asilo multietnico torinese:  friendly (o buonista, direbbe qualcuno).
E pensavo che a volte pure le mode possono aiutare. Poi mi sono distratta.

Oggi invece ho letto il pezzone domenicale di Jenner Meletti che torna  sulla questione vucumprà di spiaggia (adriatica, ma forse non soltanto)  protetti dai turisti e più o meno cacciati (anche con l’esercito talvolta), da amministratori di ogni tipo e natura (ché la spiaggia senza ambulanti non è né di destra né di sinistra).  E mi sono prontamente ri-depressa.

ps. In particolare, l’uso creativo del segway mi pare un’autentica mostruosità. A meno che non dica qualcosa che non riesco a capire sulla trasformazione della spiaggia in luogo di passaggio (non-luogo è una espressione che inizierei ad abolire).  E comunque vedo che non solo gli antesignani di Ravenna sono fieri dei risultati, ma fanno proseliti.

9 agosto 2009 at 3:48 pm Lascia un commento

Libertà e paletti (niente perline colorate)

RU486 - Staino

A me pare che il discorso, in un paese normale, in fondo sarebbe semplice.
Al punto uno ci sarebbe, ancora, l’affermazione che la “libertà” che più ci libera non è quella di abortire, ma quella di non abortire. Ovvero, non soltanto essere informate su ogni possibile mezzo anticoncezionale, ma potere accedere a ciascuno di quei mezzi con ragionevole facilità-velocità. Tutti i mezzi, dal preservativo al diaframma (ve lo ricordate il cappuccetto plasticoso? in Italia non si vende più, da anni: vietato di fatto, dal “mercato”).

Poi, come sarebbe ovvio (sempre in un posto normale) — diciamo punto uno bis — c’è da garantire che le donne che arrivano a decidere per un aborto possano effettivamente abortire, in tempo utile, e che possano scegliere liberamente in che modo farlo. Anche qui, perciò, si tratta di disporre di informazioni complete, molte e corrette. E di una “assistenza” efficiente e discreta, non soltanto sanitaria ma perfino umana.
Che non miri, dunque, a coltivare i sensi di colpa, che non ti tratti come una peccatrice, che non cerchi di indirizzarti verso le tecniche più comode per l’ospedale oppure, peggio, (di fatto) verso la clandestinità.

Avviso.
Questa è una nota scritta  sul mio Facebook.  Mi scuso chi avesse già letto
di riproporla qui, però qui le cose sono un po’ meno effimere. Solo un po’.

(continua…)

2 agosto 2009 at 6:36 pm Lascia un commento

The Sound of Silence (gente in cerca di)

Essendo la soprascritta una solitaria, e per giunta ormai avviata verso una (onorevole)  mezza età — piccolo borghese e malmostosa qb –  sarei perfino pronta a capire l’esasperazione di Aldo Grasso.
Però mi chiedo:  possibile che fra gli opinionisti non ce ne sia mai nemmeno uno che sia un po’ amante del casino urbano?

londra2006 clerkenwell - urban oasis

ps. Per non parlare del fastidio di altri  insospettabili opinionisti per il casino vacanziero (per di più straniero e nordico).

2 agosto 2009 at 6:09 pm Lascia un commento

Ordinanze creative. Seconda serie

update 29 luglio (ieri non riuscivo a trovare il video).
Solo per dire: chi sa se da noi una situazione di questo tipo sarebbe ritenuta sufficientemente decorosa. E divertente.
Poi, ovviamente, anche lì c’è sempre qualcuno che non è d’accordo, ma questa è un’altra storia.

Mi pare di capire che l’estate sia la stagione preferita dai sindaci per sbizzarrirsi con le ordinanze. Forse perché, con il caldo, le persone stanno di più per strada, cioè nello spazio pubblico più elementare  che esista.
Anche quest’anno, quindi, è iniziata la sequenza.

(continua…)

28 luglio 2009 at 5:28 pm Lascia un commento

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Testamento biologico

FammiScegliere "Siamo convinti, al di là degli steccati ideologici, che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro.
E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana".

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da Pasquale

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La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

planners (e altri esperti)

A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

proto-Amazon

25 settembre 1950
Caro Frank, ... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

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