Il fiume

Una canzone (sua) da ascoltare:  da parte di Umberto C.

13 marzo 2013 at 9:15 pm

Intervallo

Il 6 ottobre alle 18, dietro il convento delle Carmelitane scalze. Accetto la sfida:  per vincerla.

Ah no! Era al Maav di Ercolano (Napoli)

crediti. l’immagine viene da qui

2 ottobre 2012 at 4:57 pm

BagnoliPassata

Avviso ai naviganti
Post lungo, e forse  noioso, da saltare tranquillamente
se non si coltivano fissazioni urbanistico-bagnolesi

Il mio amico Norberto Gallo pubblica oggi una interessante intervista al presidente della commissione urbanistica del Comune di Napoli,  Carlo Iannello, sul tema eterno del futuro di Bagnoli. In particolare, sul futuro verso cui avviare BagnoliFutura, la società di trasformazione urbana (Stu) che da molti anni dovrebbe promuovere e accompagnare la trasformazione dell’ex area industriale Ilva in “un unico, vasto territorio a bassa densità … un grande spazio urbano per il sapere e il loisir … simbolo della riproposizione di Napoli città metropolitana sulla scena politica ed economica internazionale”, come recita il piano urbanistico fin dalla prima metà degli anni ’90.

un omnibus a Napoli (figurina liebig)

A Napoli, a volte, anzi spesso, sembra che tutto riparta ogni volta dall’anno zero, con buona pace di Massimo Troisi.  E dunque nel dibattito sul tema – riaperto di recente a causa delle difficoltà finanziarie della Stu e della conseguente proposta (già decaduta) di trasformarla in una Stu-Omnibus (qualunque cosa sia l’oggetto indicato con questo termine) incaricata di operare addirittura su tutto il territorio cittadino – sembriamo  del tutto dimentichi delle vicende passate.
Ora, è probabile che a me manchi qualche informazione dettagliata sugli anni più recenti, visto che ho invece approfondito di più le evoluzioni della vicenda proprie degli anni ’90 e dei primi anni 2000), ma le cose che dice Iannello mi procurano non pochi interrogativi che proverei ad esplicitare di seguito. Cercando di essere solo ragionevolmente lunga e chiedendo scusa in anticipo a Iannello, con cui dissento ma che utilizzo qui (per comodità)  come bersaglio anche quando tiro in ballo cose delle quali non credo sia responsabile personalmente. (altro…)

29 settembre 2012 at 7:08 pm

Non siamo cattivi, è solo che ci disegnano così

…  però almeno lui era bravo.

(altro…)

19 settembre 2012 at 12:55 pm

Carlo Puca va nel bronx

Fa discutere (vedo) il reportage pubblicato da Panorama in cui Carlo Puca racconta la sua esperienza di “infiltrato” a Scampia.
particolare cover SclaviA me il testo pare un po’ poco, dopo tre mesi, ma non così disdicevole.
E il video che lo riassume è un mix di immagini note ma anche di dettagli meno ovvi (se si ha la pazienza di guardarlo tutto).
Poi magari dev’essere il fatto che Puca non mi sta antipatico. E che immagino potrebbero esserci altri prodotti della permanenza scampiese, magari meno volatili – e meno brevi – di quelli ospitati (ospitabili) da Panorama.
In ogni caso, visto che Scampia è una delle cose che studio da sempre, l’appunto mi pare doveroso.

::

Crediti.  La signora va nel Bronx è il titolo di un bel libro di Marianella Sclavi (donde viene anche l’immagine) che utilizzava il metodo dello shadowing anche o soprattutto per scoprire il buono del Bronx (quello vero).   Tre mesi, anche in questo caso.  Solo che Marianella non è una cronista ma una studiosa. D’altra parte, Scampia non è il Bronx.  Per quanto ci si impegni a fare somigliare sempre di più la realtà all’etichetta.

16 settembre 2012 at 2:34 pm

Fiuto?

Napoli cambia. Chi ha fiuto è già qui.
Così, nella sua pagina pubblica su Facebook, ieri pomeriggio*,  Marco Esposito – assessore al commercio e alle attività produttive nell’attuale governo cittadino e un tempo (quello ormai lontano della candidatura a sindaco di Marco Rossi-Doria)  mio compagno di avventura politica – in riferimento al nuovo spot della Coca Cola. (altro…)

11 settembre 2012 at 5:23 pm

(crono)programmi

Mi ero persa il sindaco. A proposito di Scampia, ma non soltanto.  De Magistris annuncia infatti una deliberazione straordinaria e addirittura la messa a punto di un modello Scampia.  Che poi utilizzerà (lui, sì, usa la prima persona singolare) anche in altri quartieri degradati come San Giovanni a Teduccio e Pianura.
I quali quartieri hanno caratteri totalmente differenti, da Scampia e fra loro, ma questo che volete che importi?

targa stradale a san giovanni a teduccioPer dire, semplificando, Scampia è un quartiere tutto pubblico, popolato almeno in parte da persone senza lavoro, ostaggio della camorra;  San Giovanni è una zona ex-industriale, con molto degrado e con la sua camorra, ma anche con visibili residui del  tessuto sociale ed economico precedente legato anche alla presenza di un forte movimento operaio, come si diceva una volta;  Pianura è – notoriamente – il regno dell’abusivismo edilizio ma anche un territorio abitato da famiglie giovani e dinamiche, talvolta con qualche capacità imprenditoriale (magari l’abusivismo è anche un po’ un effetto di questo).

Voi lo usereste lo stesso modello (anche a prescindere dal giudizio sul modello in questione e/o dalle idee che avete sui modelli in genere) per questi tre, e magari anche per altri, posti?  Io no.

Update.  Forse per Scampia il “modello” del pm Corona potrebbe funzionare meglio.  Il Cormez, nel titolo, punta sulla frecciata al lungomare “liberato”, ma nell’intervista ci sono varie cose interessanti.

::

Crediti.  La foto Innominata è mia  (ma sul tema lui è molto più bravo di me).

ps.  Per eventuali interessati, qui trovate un vecchio paper scritto a 4 mani con un’amica, dove tentavamo di articolare un po’ il ragionamento sulle periferie napoletane.

11 settembre 2012 at 2:46 pm 2 commenti

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La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

planners (e altri esperti)

A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

proto-Amazon

25 settembre 1950
Caro Frank, ... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

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