Archive for Agosto 2008
L’intellettuale (mitteleuropeo) e la pipì
Immagino che il pezzo sia ironico: un divertissement perfino polemico da fine agosto. E però un po’ mi turba che Claudio Magris — nell’era delle ordinanze creative — scelga di prodursi in un lungo articolo sulla questione della pipì per strada, a Trieste. E pure che il Corriere lo metta in prima, diciamo la verità.
Farla in pubblico è una pessima nuova abitudine, dice Magris, collegata alla scomparsa dei vespasiani ma pure all’aumento del consumo di birra nonché alla scarsa disponibilità di ronde anti-pipì. Del cui dilagare (è il caso di dire) non si era però accorto, vuoi perché non gli capita di vederne tante tracce nelle strade, vuoi a causa “di … distrazione o forse del colpevole egoismo del letterato, insensibile ai bisogni — in senso letterale e traslato — della comunità”.
Che poi, nonostante la situazione triestina sia senza dubbio più lieve di altre, più metropolitane, c’è pure l’aggravante fenomeno locale (dovuto alla morfologia urbana) della pipì in mare, “in cui orinare è tacitamente accettato ma non perciò meno disdicevole, quale profanazione di quel paesaggio ed elemento del mondo che più d’ogni altro evoca l’infinito, l’eros, il divino”.
Arrivati al mare, tuttavia l’ironia di Magris si fa sfottò, meno velato. Così, sempre lievemente, compaiono ipotetiche, volonterose ronde leghiste sicuramente disposte a supplire alla mancanza di vigili urbani nei compiti anti-pipì, nonostante la provenienza generalmente terragnola le renda nei fatti alquanto inadatte alle operazioni necessarie, che dovrebbero estendersi anche alle profondità sottomarine.
In conclusione, dio ci scampi da eventuali ordinanze creativo-preventive anti-pipì che senza dubbio si potrebbero inventare per Trieste o altrove (non so, limiti alla quantità di birra?).
Però — colgo l’occasione — non è che proprio pretendo il Manneken-pis, tuttavia la rimozione della pipì che regna negli spazi pubblici delle nostre città (italiche) — dopo la scomparsa dei vespasiani (peraltro assai discriminatori verso le signore) — a me è sempre sembrata veramente curiosa.
Oltre che fastidiosa, in senso pratico.
Credit. L’immagine originaria sta in questo blog, monotematico, scoperto via NinjaMarketing.
Come altre volte, per l’originale dell’articolo da domani in poi, ché sta in prima, ma non online.
Contrordini. Magris è già online. E dell’ordinanza antipipì si discute davvero, da un bel po’ di giorni (sono troppo poco nordica, perdonate), come riportato in questo altro blog a tema appena scoperto, utilissimo, che vado a inserire in blogroll.
Restano comunque le perplessità di cui all’attacco (temo che una risata non li seppellirà). E i dubbi finali sulla interpretazione della relazione decoro/vita (fisiologica, umana) offerta dalle città italiane, senza toilet.
Add comment 31 Agosto 2008
Ancora il velo
Lo capisco: quella di entrare o non in un posto con il velo non sembra (a noi, ancora) una questione cruciale. Infatti è una questione piccola, che è “montata” anche perché siamo in estate, eccetera.
Che tuttavia — secondo me — fa bene da spia di problemi più seri, che ci sono e ci saranno sempre di più nelle nostre città. E il clima cultural-politico dell’Italia 2008, come si sa, non è proprio dei migliori per affrontarle in modo aperto e intelligente… senza trasformare le città in prigioni e senza pregiudizi.
Insisto, dunque, visto che oggi Corsera ci torna su e intervista i responsabili di altri musei: la soluzione della “identificazione con salvaguardia della privacy” potrebbe essere una ragionevole mediazione. Così come a me pare moltissimo ragionevole la soluzione più privata (e assai meno di mediazione) “scelta” dalle due donne con il burqa che sono andate con le loro famiglie al museo veneziano donde la questione è nata. : “La famiglia è entrata” — racconta la Augusti — “Loro si sono fermate all’ingresso dicendo ai custodi ‘che sapevano di non poter entrare con il volto coperto’”.
Poi, ovviamente, anche in me quel modo di essere donne, rinunciando a un sacco di cose, desta non poche perplessità (diciamo così), ma continuo a pensare che questa è un’altra battaglia (culturale, civile, di genere …), che peraltro si può fare solo con le donne islamiche — poco o molto osservanti — e non certo contro le stesse.
Credit. La foto di Ayaan Hirsi Ali è di Salvador Garcia Bardon (Sagabardon) e sta qui .
3 comments 30 Agosto 2008
Tornano (conservatorisimi 2)
Dopo il grembiule, riecco pure i voti in pagella e il maestro unico alle elementari.
Il ministro Gelmini non si/ci dà pace. Mi chiedo se per effetto dell’ottimo lavoro di un consulente personale per le strategie comunicative o solo affinità naturale con le doti comunicative del premier…
In tutti i casi, essendo già state annunciate le proteste, scommetterei che prontamente arriveranno pure i commenti dei favorevoli alla restaurazione.
4 comments 29 Agosto 2008
Restano (conservatorisimi 1)
Al museo di Bolzano, la rana crocifissa. Che rimane al suo posto fino a quando chiuderà la mostra Sguardo periferico e corpo collettivo. E resta pure la direttrice.
A Venezia, il custode che aveva fermato la signora in niqab, ché non si licenziano gli stupidini, come dice il sindaco Cacciari. Con l’occasione, però, (“in fretta e furia”) la direttrice del Polo museale ha stabilito che ogni struttura avrà una stanza/”spazio a prova di privacy”, dove le islamiche a volto coperto dovranno farsi identificare da una custode.
In pratica il problema non esiste, probabilmente, ma chi sa che si fa se arriva un maschio, non-islamico, a volto coperto.
ps. La rana mi pare alquanto orribile, in verità, e l’adesione è tardiva, però non posso non fare il mio piccolo gesto nella campagna libertaria anti-papa lanciata da Malvino. Sicchè vi beccate pure la rana.
5 comments 29 Agosto 2008
Quando si dice la trasparenza
La parte dello sceriffo, a Genova – racconta oggi Marco Imarisio — tocca all’integerrimo assessore alla Sicurezza Francesco Scidone, ex cancelliere di Tribunale, dipietrista e cattolico. Il quale sa che la maggioranza silenziosa (sic) approva quello che stanno facendo.
Ovvero decidere che i bassi debbono tornare a essere negozi o depositi, ospitando esclusivamente attività regolabili con partita Iva e visibili attraverso apposita vetrina. Pene chi non ci sta: sgombero, denuncia penale e sequestro preventivo.
In realtà, le puttane esercitano assai poco nei bassi (già il mitico vecchio professore di De Andrè andava cercando in un portone, come si ricorderà) ma diciamo che la lotta al mestiere è una buona occasione per promuovere una qualche riqualificazione, e anche per qualche prova di forza tra partiti.
Peraltro, l’assessore trova che non si tratta di “provvedimento muscolare”, bensì di “puro buon senso”, anche se in politica tutto può “apparire diverso”. Mentre dall’articolo si evince che ai bassi in sé (e perfino alla lotta contro la prostituzione) gli amministratori genovesi — in effetti — non sono troppo interessati. E’ solo che in giunta si fanno prove generali di alleanze, e conseguenti bracci di ferro, perché lì Rifondazione conta.
Poi, ovviamente, una si immagina che nei bassi di Genova, come in quelli notissimi della mia città, si svolgano certe quantità di vita, legale e non. Talvolta con la sostituzione di abitanti nuovi (spesso immigrati) ai più antichi, ma non saprei con quanto incremento di partite Iva,
Evidentemente però la vita (urbana) non è (più?) questione che riguardi la politica (e a volte neppure le politiche, pubbliche).
Fonte: Corriere della sera (per ora non online).
Ora (30 agosto) in archivio
Update 1 settembre. La storia va avanti, e scendono in campo le femministe di Usciamo dal silenzio e il Comitato per i diritti civili delle prostitute. Le lavoratrici sessuali dei carrugi – dice Pia Covre – sono spesso esse stesse proprietarie dei bassi e le ordinanze di sgombero le mettono sulla strada.
via Ordinanza pazza
Add comment 28 Agosto 2008
La nave
Tra marzo e aprile, la candidatura “sicura” in Campania 2 della signora Luciana Pedoto, segretaria dell’allora ministro Fioroni, faceva parecchio discutere, in Campania e non solo. La nomina era di quelle della categoria bamboccioni, mogli e altri raccomandati, toglieva posto ad altri e poi, perfino in piena campagna elettorale, nessuno riusciva a trovarla la Pedoto, era la candidata invisibile (benché Fioroni in persona assicurasse: verrà .
Allo stato delle cose, comunque, la signora Luciana Pedoto è una regolare deputata – essendo andato tutto più o meno come previsto — ma si vede che della nuova carica non sa bene che farsene. Così, quando le capita una “disavventura estiva” (sulla nave della Snav diretta alle Eolie) — come chiunque di noi — non trova di meglio da fare che scrivere una lettera alla redazione (campana) di Repubblica in cui, “come parlamentare” beninteso, chiede alla Snav se esiste ed eventualmente come è organizzato il servizio di smaltimento di rifiuti organici a bordo. Ché “tutti e sottolineo tutti i passeggeri vomitavano in sacchetti che hanno rapidamente infestato la barca”.
E una le viene da chiedere dove l’onorevole avrebbe preferito che lo facessero (di grazia): dai piani di sopra sui piani di sotto?
Qui sotto, la lettera integrale, ché mi pare davvero fantastica per forma e contenuti.
Add comment 27 Agosto 2008
La creatività, interpretata
A casa mia, si sono fissati con gli ambulanti abusivi (coloured) che ingombrano una certa passerella. Poi però i vigili sono riusciti a svegliarsi presto e, invece di cacciarli, alla quarta puntata, li hanno prevenuti.
A Termoli, però sono riusciti a fare di meglio.
Cosicché, sempre nel portabagagli, i vigili di là hanno provato a metterci direttamente l’ambulante (nero), che si era “aggrappato” alla merce (pare).
Come si (intra)vede qui. E ora anche su Repubblica.
* * *
update 27 agosto
Per una volta, le considerazioni su ordinanze creative e derive connesse alle suddette, le ho fatte dall’altro lato. Anche per il fatto che uno dei casi che fa discutere in questi giorni riguarda Torre Annunziata.
Add comment 25 Agosto 2008
La decimazione del graffit(ar)o
Con i graffitisti (o graffitari) ce l’hanno un po’ tutti, ma leggo qui che l’ottimo Alemanno ha avuto un altro sussulto di creatività e sta studiando — di concerto con Maroni — forme alternative di punizione per chi viene preso a sporcare i muri. Per esempio, non dovrà cancellare soltanto i graffiti suoi, ma anche altri dieci. La cosa potrebbe partire a breve, ha detto Alemanno (da Cortina) , e potrebbe valere anche per chi fa altre “sciocchezze”.
Perché la strada è cultura solo a volte (magari per la stampa e non per le leggi) e comunque è sempre meglio se i muri sono quelli di un’altra città, ché a nessuno è dato di fare il profeta-graffitista in patria, si sa. Anche fuori d’Italia (non mitizzo), magari solo con un po’ di intelligente (?) tolleranza in più, mentre qui la tolleranza è in netto calo (e l’intelligenza … lasciamo perdere).
A titolo di consolazione — grazie di cuore ai punkpirates per avermi fatto scoprire altre cose da/di graffitisti — guardatevi la notevolissima animazione “dipinta” su pubblici muri, qui sotto. E speriamo che il finale sia solo arte, e non anche realtà …
Posted with vodpod .
—
ps. Un link finale, ove mai abbiate dimenticato il senso letterale, e le origini, di decimazione.
Add comment 24 Agosto 2008
Vieni via con me
Sempre prove tecniche, ma magari Cortellesi + Zingaretti + Conte lo gradite pure voi… mentre io gioco con Vodpod (che sia benedetto chi lo inventato), e finalmente posso cambiare pure le misure dei media…
…
Poi magari uno se lo va a guardare più grande su Youtube, direttamente… (e io vado a vedere se funzia pure con Explorer)
Add comment 23 Agosto 2008
Chic (but not so cheap)
Dice che le signore (soprattutto) non sono troppo contente per le urgenti misure anti-massaggio (ovvero anti-stranieri) del ministero del Welfare. Così, dal Forte (dei Marmi ovviamente) a Capri, un po’ si prosegue nell’illegalità e un po’ gli stabilimenti si attrezzano con “professionisti”, per non scontentare i clienti (che notoriamente hanno sempre ragione).
E vivranno tutti felici e contenti, esclusi precedenti massaggiatori/trici più (o meno) esotici, che avranno più difficoltà di prima a sbarcare il lunario. Però l’igiene è garantita.
Ché questo è davvero il bel paese, come si ricordava l’Independent nell’articolo di cui al post qui sotto (e poi forse non è tanto un buon paese, ma pare che a molti non importi più di tanto).
per la serie: tutto diventa una barzelletta, qui, perfino i divieti odiosi
recupero puntate. La notizia originaria l’avevamo discussa qualche post fa.
Add comment 21 Agosto 2008





