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L’intellettuale (mitteleuropeo) e la pipì
Immagino che il pezzo sia ironico: un divertissement perfino polemico da fine agosto. E però un po’ mi turba che Claudio Magris — nell’era delle ordinanze creative — scelga di prodursi in un lungo articolo sulla questione della pipì per strada, a Trieste. E pure che il Corriere lo metta in prima, diciamo la verità.
Farla in pubblico è una pessima nuova abitudine, dice Magris, collegata alla scomparsa dei vespasiani ma pure all’aumento del consumo di birra nonché alla scarsa disponibilità di ronde anti-pipì. Del cui dilagare (è il caso di dire) non si era però accorto, vuoi perché non gli capita di vederne tante tracce nelle strade, vuoi a causa “di … distrazione o forse del colpevole egoismo del letterato, insensibile ai bisogni — in senso letterale e traslato — della comunità”.
Che poi, nonostante la situazione triestina sia senza dubbio più lieve di altre, più metropolitane, c’è pure l’aggravante fenomeno locale (dovuto alla morfologia urbana) della pipì in mare, “in cui orinare è tacitamente accettato ma non perciò meno disdicevole, quale profanazione di quel paesaggio ed elemento del mondo che più d’ogni altro evoca l’infinito, l’eros, il divino”.
Arrivati al mare, tuttavia l’ironia di Magris si fa sfottò, meno velato. Così, sempre lievemente, compaiono ipotetiche, volonterose ronde leghiste sicuramente disposte a supplire alla mancanza di vigili urbani nei compiti anti-pipì, nonostante la provenienza generalmente terragnola le renda nei fatti alquanto inadatte alle operazioni necessarie, che dovrebbero estendersi anche alle profondità sottomarine.
In conclusione, dio ci scampi da eventuali ordinanze creativo-preventive anti-pipì che senza dubbio si potrebbero inventare per Trieste o altrove (non so, limiti alla quantità di birra?).
Però — colgo l’occasione — non è che proprio pretendo il Manneken-pis, tuttavia la rimozione della pipì che regna negli spazi pubblici delle nostre città (italiche) — dopo la scomparsa dei vespasiani (peraltro assai discriminatori verso le signore) — a me è sempre sembrata veramente curiosa.
Oltre che fastidiosa, in senso pratico.
Credit. L’immagine originaria sta in questo blog, monotematico, scoperto via NinjaMarketing.
Come altre volte, per l’originale dell’articolo da domani in poi, ché sta in prima, ma non online.
Contrordini. Magris è già online. E dell’ordinanza antipipì si discute davvero, da un bel po’ di giorni (sono troppo poco nordica, perdonate), come riportato in questo altro blog a tema appena scoperto, utilissimo, che vado a inserire in blogroll.
Restano comunque le perplessità di cui all’attacco (temo che una risata non li seppellirà). E i dubbi finali sulla interpretazione della relazione decoro/vita (fisiologica, umana) offerta dalle città italiane, senza toilet.
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