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Ceci n’est pas Hopper

Lui si chiama Jon Rafman. Vive e lavora a Montreal, Canada, ma le viste di googlestreetviews parlano di situazioni molte e molto diverse, tutte originariamente catturate in quel mondo/modo “senza morale” del progetto Street View di Google, nato semplicemente per arricchire le mappe.
Credit. Avvistato su Repubblica online (chi sa perché è disabilitato il tasto destro per i link esterni, anche se si aprono comunque in un’ altra pagina) ma l’articolo da leggere è quello di Art Fag City, un po’ indirettamente linkato.
Add comment 15 Agosto 2009
La decimazione del graffit(ar)o
Con i graffitisti (o graffitari) ce l’hanno un po’ tutti, ma leggo qui che l’ottimo Alemanno ha avuto un altro sussulto di creatività e sta studiando — di concerto con Maroni — forme alternative di punizione per chi viene preso a sporcare i muri. Per esempio, non dovrà cancellare soltanto i graffiti suoi, ma anche altri dieci. La cosa potrebbe partire a breve, ha detto Alemanno (da Cortina) , e potrebbe valere anche per chi fa altre “sciocchezze”.
Perché la strada è cultura solo a volte (magari per la stampa e non per le leggi) e comunque è sempre meglio se i muri sono quelli di un’altra città, ché a nessuno è dato di fare il profeta-graffitista in patria, si sa. Anche fuori d’Italia (non mitizzo), magari solo con un po’ di intelligente (?) tolleranza in più, mentre qui la tolleranza è in netto calo (e l’intelligenza … lasciamo perdere).
A titolo di consolazione — grazie di cuore ai punkpirates per avermi fatto scoprire altre cose da/di graffitisti — guardatevi la notevolissima animazione “dipinta” su pubblici muri, qui sotto. E speriamo che il finale sia solo arte, e non anche realtà …
Posted with vodpod .
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ps. Un link finale, ove mai abbiate dimenticato il senso letterale, e le origini, di decimazione.
Add comment 24 Agosto 2008
I love London (post narcisista)
al punto che lì sopporto perfino il Festival dell’Architettura.
Poi, a volte, l’amore viene … ricompensato (via serendipity, o magari grazie alla socialità web-fotografica)! Come si può vedere qui …
(grazie DeanN!)
Add comment 30 Giugno 2008
….. 5 pointz
La foto qui a lato è del 2005, ma stamattina Repubblica (articolo e galleria) proponeva come una novità il caso di Five Points, sorta di laMecca dei graffitisti (ignoto fin qui anche a me).
La periferia diventa museo, si legge molto italianamente nel titolo. Per fortuna, però, non è così: navigare per credere.
Un po’ di storia del caso si trova qui (anche in spagnolo) e qui, con immagini (fatte a Pasqua 2007). Altre immagini si trovano qui e moltissime su Flickr. Dalle 300 e oltre foto di Barrybar — per il quale The Institute for Higher Burning è il posto where artists are welcome and don’t need to dodge the cops — a quelle di Otherthings.
Dai commenti a questa foto, peraltro, ci si può convincere che non di museo si tratta, ma di tutt’altra cosa: mutata e mutante. Tanto che si può fare la storia di un singolo muro… E poi, ovviamente, su Youtube ci sono i video (si può partire da qui).
Sul passato più lontano del quartiere — debitamente malfamato e noto fra l’altro per essere stato il luogo delle Gangs of NY di Martin Scorsese (che però ne ha ricostruito l’aspetto ottocentesco a Cinecittà) — molte altre risorse, fra cui questa storia. Titolo inequivocabile: Where “The Gangs” Lived.
Chi sa… venisse qualche spunto ai nostri austeri sindaci antigraffitari?
La foto da Flickr è una delle molte intitolate semplicemente Queens, NYC, di Barrybar
Add comment 18 Novembre 2007
Nell’acqua della chiara fontana
Sono imperdonabile, ma proprio non riesco a trovare il tempo per scrivere ogni tanto anche qui. Eppure ci sono cose che mi piacerebbe commentare e approfondire e che ai decidiaminsiemisti non interessano di sicuro.
Intanto, metto qui un appunto (quasi per me stessa) sulla questione del colore apparso nell’acqua della chiara fontanta (di Trevi) . Che non trovo disdicevole, ovviamente.
Se ne è parlato da molte parti. Per esempio su Wittgenstein, che poi ha anche segnalato altri che ne parlavano nonchè la discesa in campo dei media mainstream (qui, il Corsera). E concordo con la scelta del blu cobalto, per la prossima volta (Gilioli). Poi avevo letto un bel postino, trovato su Blog notes, ma non so più dov’è. Lo ritroverò. E anche una foto meno ovvia di quella che gira un po’ dovunque.
Add comment 23 Ottobre 2007





