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Ordinanze creative. Seconda serie
update 29 luglio (ieri non riuscivo a trovare il video).
Solo per dire: chi sa se da noi una situazione di questo tipo sarebbe ritenuta sufficientemente decorosa. E divertente.
Poi, ovviamente, anche lì c’è sempre qualcuno che non è d’accordo, ma questa è un’altra storia.
Mi pare di capire che l’estate sia la stagione preferita dai sindaci per sbizzarrirsi con le ordinanze. Forse perché, con il caldo, le persone stanno di più per strada, cioè nello spazio pubblico più elementare che esista.
Anche quest’anno, quindi, è iniziata la sequenza.
Add comment 28 Luglio 2009
Decorosi deliri
Ieri avevo letto di Bologna, oggi vedo che anche a Firenze non scherzano.
Vuoi vedere che dopo avere fatto da supporto alle più varie ordinanze creative – in una con la sicurezza, beninteso — il solito decoro si trasforma pure in una ragione per battere cassa da parte di Comuni sempre più disperati e disperanti?
Ché nel caso, poi – anche se uno non si sente spesso in sintonia con i commercianti e/o bottegai, e relativi egoismi – qui poi tocca fare pure la rassegna delle tassazioni deliranti…
Cose collegate. A Napoli, invece, siamo sempre meno creativi: il sequestro dei tavolini esterni del Gambrinus (che pure non è un locale “simpatico”) pare sia dovuto semplicemente alla mancanza di un parere della Soprintendenza, e di un permesso di costruzione. Poi si capirà (forse) quale delle due (o altre) ragioni è quella dominante…
Credit. Nell’immagine né Bologna né Firenze: solo l’oggetto di percezioni falsate relative al problema del pull/push. Che poi chi sa se da noi sarebbe tassata pure la scritta ingannatrice, oltre all’avviso Visa.
Add comment 16 Gennaio 2009
Eccolo. Arriva pure il divieto di piercing
Lo hanno fatto davvero. Di vietare alcuni piercing (a genitali, capezzoli e palpebre). E giacché c’erano, anche i tatuaggi estesi a tutto il corpo.
A Bologna, come si vociferava già quest’estate. Però sulla lingua si può.
Grazie a Piovono rane, donde anche il link al Carlino. Che qui mi sono un po’ distratta e non ho tutto il tempo che servirebbe per seguire la situazione creatività (proibizionista).
Che poi in effetti, se googlate un po’, capite che la questione piercing non è così recente. Ci stavano lavorando perfino prima che arrivasse l’incentivo (diciamo così) dei superpoteri…
Update subito
Con l’occasione (era un po’ che non visitavo Ordinanza pazza e ho fatto un giretto), un avviso. E’ in arrivo anche la multa per muri sporchi.
A Milano (però devono controllare che sia compatibile con le leggi esistenti obbligare i condomini a ripulire dai graffiti).
Add comment 26 Settembre 2008
Altri divieti, anche esteri, e poi permessi
In effetti, sospetto che in alcuni degli articoli che si leggono in questi giorni sui divieti creativi si faccia un po’ di confusione (a vantaggio del folklore) tra fesserie (e illibertà) nuove e vecchie.
Il divieto di sedersi sulle scale in piazza a Capri c’è da tempo immemorabile (anche quello di girare in costume o comunque abbigliati in modo poco consono), e così immagino sia per altri divieti anti-rumore, d solito elaborati pro-residenti estivi e turisti.
Anche oggi, comunque, la lista si arricchisce. In particolare, segnalerei due new entry.
Eraclea (Venezia), dove è vietato raccogliere conchiglie, portare via la sabbia (multa da 25 euro a 250) e pure fare castelli di sabbia e buche. Cioè, in sostanza, sono riusciti a proibire di essere bambini.
E Bologna, dove si vieta (anche) di farsi un piercing «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse». Sanzione ancora da stabilire (questa quindi è certamente nuova).
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Il culto dei turisti (anche un po’… scemi, all’occorrenza, non è che c’è bisogno di essere il mitico Paul Bowles per girare senza distruggere il mondo degli altri) sembra dilagare ovunque, in verità: Italia o estero. O almeno così mi viene di pensare a leggere del tentativo della ministra marocchina (ex femminista, ex comunista) di abbassare il volume dei muezzin.
Nonostante che — se valutati in decibel — siano meno invasivi di clacson, sveglie, aspirapolvere e frullatori.
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Sul fronte del nuovo “permissivismo-liberista“, invece, si segnala il nostro nordico ministro dell’agricoltura. Che si predispone ad appoggiare la proposta di due parlamentari della Lega a favore della grappa fatta in casa. Ché bisogna smetterla di fare gli ipocriti, e poi nessuno è mai morto di grappa casareccia.
L’articolo di Repubblica non è online, poi magari domani lo linko dall’archivio. Però c’è quello della Tribuna di Treviso (senza esternazioni del ministro Zaia, tuttavia).
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divagazione semi-pertinente: Toti Scialoja (avvistato via Bartezzaghi)
aggiornamento promesso: l’articolo di Repubblica.
1 comment 14 Agosto 2008






