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E ora, ecco a voi il divieto preventivo

Per il solito kebab (anche se a proporlo ancora nessuno ci ha provato, lì nel bergamasco), e per i phone center (che invece il problema si era già presentato).
Niente telefono casa, dunque. Solo per “questione di decoro”, mica per altro…
E poi il divieto preventivo riguarderebbe pure le pizzerie (sempre se qualcuno volesse). Ma non le periferie, chè lì il decoro è meno importante, come si sa.
via Civati
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ps. Poi ci sarebbero un po’ di dettagli e aggiornamenti per la questione burkini, ma ne parliamo un’altra volta ché qui si va a 3 all’ora.
Add comment 20 Agosto 2009
Aggiornamento ordinanze creative
Roma. Fino al 20 settembre, dalle 21 alle 6 di mattina, sono vietate vendita e “somministrazione” di alcolici per l’asporto. Ma “solo” a Campo de Fiori, Trastevere e Rione Monti, e poi al Pigneto, a San Lorenzo, a Ponte Milvio e ad Ostia.
Dunque, lì, niente birra o drink fuori dai locali, nemmeno nell’orrido bicchiere di plastica.
Per chi si adeguerà alle nuove regole — e questo mi pare il punto più creativo della disposizione — arriva il premio: un marchio di qualità e la possibilità di una lunga apertura: fino alle 5 del mattino.
Però con “obbligo di dare mezz’ora di tempo perché chi ha bevuto possa smaltire l’ebbrezza, periodo di tempo in cui potrà essere somministrata solo acqua”.
Per la Campania, invece, rinvio alla ottima sintesi del mio vicino di cortile ottanta/cento, che si è avviato a balnearsi un po’ più a nord.
Dove però certamente non potrà godere del cocco (fresco). Anche per i motivi di cui al post di sotto.
Add comment 9 Agosto 2009
Lookautarchia
Non ho tempo, ma la trovata di Lucca andrebbe approfondita oltre il solo appunto che è tutto quanto posso consentirmi al momento.
Il fatto è il divieto di ristorante etnico in centro storico (in periferia, invece, ognuno fa come c…o gli pare) contenuto in un nuovo regolamento comunale. Prima vittima prevista, il kebab, ma la cosa minaccia tutti i cibi non-italiani (o forse non-lucchesi).
Per me, avrei inserito subito e a pienissimo titolo nella serie ordinanze pazze, pur non essendo il provvedimento esattamente un’ordinanza. Perché pare di capire che siamo alle solite (quasi): compresa la richiesta ai gestori di locali di vigilare sul comportamento degli avventori.
Vedo però che perfino Gilioli – di norma lontano da approcci perbenisti-decoristi — riflette, e documenta il dibattito in atto con molti link (due volte grazie, da quiggiù la notizia mi era sfuggita!), ricevendo molti commenti.
Leggendo il tutto, allora, mi pare che il caso – in realtà — metta in evidenza l’esistenza di una malattia più latente ma forse addirittura più grave di quelle prodotte dal solo virus del decoro, innescata dal ben più pericoloso virus della identità (locale, urbana).
Se si guarda la cosa così, infatti, non è più solo questione di cibi, odori, affollamenti, arredi, egoismi commerciali, razzismi e quant’altro – nonostante le apparenze — ma si va a finire ai luoghi comuni (in tutti i sensi) e quindi alle idee di (buona) città. Quasi direttamente.
E lì, come si sa, sono cavoli (non necessariamente neri) …
Add comment 27 Gennaio 2009
Oltre le ordinanze, sempre più creativi
«… “Non è possibile che ancora ci siano certi comportamenti: — ha tuonato il presidente Berlusconi domenica scorsa — vorrei che sporcare i luoghi pubblici diventi un reato. Bisogna farla finita con i cosiddetti graffiti perché in alcune nostre città sembra di stare in Africa”.
E così nel Consiglio dei ministri di domani il governo presenterà un provvedimento che modifica il codice penale, inasprisce le sanzioni fino a 30 mila euro, fissa nuove norme che incoraggiano i proprietari a ripulire, ma arriva a prevedere anche gli arresti domiciliari e la reclusione che chi scrive sui muri».
E’ l’attacco del pezzo di Filippo Ceccarelli su Repubblica di oggi (non online, al momento). Ma se ne parla anche sul Giornale.
Nella versione Ceccarelli, più che sui dettagli della legge (che sarà presentata dal ministro Prestigiacomo), ci si concentra sulle “incoerenze” di Berlusconi medesimo, e pure di Bossi e Maroni, un tempo entrambi più aperti all’idea di scriverlo sui muri… ma onestamente il tema principale non mi pare quello.
Mentre mi pare preoccupante che a lanciare un salvagente ai writer ci sia solo il solito Sgarbi, che li invita nella “sua” Salemi. E magari anche a Gibellina, o a Gela.
Add comment 9 Ottobre 2008
Welcome back!
… ai prossimi figli dei signori Ogino e Knaus, ovviamente.
Ché perfino i cattolici praticanti non riescono a capire bene in base a quale logica i metodi contraccettivi naturali sono leciti e quelli chimici o meccanici non lo sono, ma probabilmente, almeno in parte, saranno tentati di adeguarsi al nuovo monito del papa. Che madame Lucetta Scaraffia, sempre più revisionista, trova addirittura esemplare quanto ad anticonformismo.
Per me, invece – sarà l’ignoranza in materia o l’ostinazione a restare fedele al senso di vecchie battaglie femministe — quello che è proprio impossibile capire (ancora più della distinzione ipocrita di cui sopra) è l’affermazione papale per cui l’amore coniugale non avrebbe senso “se non genera figli”.
Mi sbaglierò, ma dal mio punto di vista quella idea comporta la logica conseguenza che i bravi cattolici (ovviamente tenuti a restare rigorosamente etero) non dovrebbero neppure pensare di sposarsi se sanno di essere sterili e/o portatori di malattie e/o perfino — più banalmente — se hanno una certa età (soprattutto le donne). Il che non mi ricordavo fosse un principio-obiettivo della chiesa cattolica.
Ma devo avere disimparato pure il catechismo, evidentemente.
Credit. L’immagine (1942) viene da qui, dove ce ne sono altre parenti. Per vederla intera (che è interessante), basta cliccarci sopra.
Update. Molto interessante, e ancora sul tema, è quello che (invece) ha detto il cardinal Martini ai margini dell’affollatissima presentazione del suo libro su Paolo VI. Ché lui chiederebbe scusa per i danni che la Humanae vitae ha fatto. Poi lo linko (fatto), ma per ora l’articolo (di Repubblica) non è online e gli articoli online sull’evento-Martini non fanno cenno a quel punto.
2 comments 4 Ottobre 2008
Vietato essere antipatici
Stavo (più o meno) perdendo tempo dentro Facebook, pure io (invece che fra blog). Ma anche lì, fra un cazzeggio e l’altro, pure se ti sei distratta, le brutte notizie che girano ti raggiungono.
Così, apprendo via Ciwati (a sua volta via Gilioli e in definitiva via Repubblica) dell’ultima ordinanza creativa (ma a questo punto forse l’aggettivo non va più usato, neppure ironicamente): numero verde per segnalazioni anche anonime di eventuali extracomunitari clandestini in territorio italico. Inventata a Cantù (Como).
Il sindaco è convintissima che non sia delazione, bensì partecipazione: troppi immobili affittati a clandestini, il che è un reato da perseguire.
Il nuovo servizio è già in funzione, come da verifica pratica di Gilioli: in attesa del numero verde, le segnalazioni si fanno al centralino dei vigili urbani. Anche quelle false, naturalmente.
update. Poi stamattina, leggendo i giornali, mi venivano delle associazioni di idee. Fra la notzia di sopra e quella su Veltroni che scrive direttamente a Fini per chiedere di discutere presto una legge costituzionale sul diritto di voto (alle amministrative) agli immigrati regolari.
Nel senso che non mi riesce di dare torto a Castelli, quando dichiara che il segretario del Pd è il «maitre a penser delle cause perse».
Add comment 2 Settembre 2008
La creatività, interpretata
A casa mia, si sono fissati con gli ambulanti abusivi (coloured) che ingombrano una certa passerella. Poi però i vigili sono riusciti a svegliarsi presto e, invece di cacciarli, alla quarta puntata, li hanno prevenuti.
A Termoli, però sono riusciti a fare di meglio.
Cosicché, sempre nel portabagagli, i vigili di là hanno provato a metterci direttamente l’ambulante (nero), che si era “aggrappato” alla merce (pare).
Come si (intra)vede qui. E ora anche su Repubblica.
* * *
update 27 agosto
Per una volta, le considerazioni su ordinanze creative e derive connesse alle suddette, le ho fatte dall’altro lato. Anche per il fatto che uno dei casi che fa discutere in questi giorni riguarda Torre Annunziata.
Add comment 25 Agosto 2008
La decimazione del graffit(ar)o
Con i graffitisti (o graffitari) ce l’hanno un po’ tutti, ma leggo qui che l’ottimo Alemanno ha avuto un altro sussulto di creatività e sta studiando — di concerto con Maroni — forme alternative di punizione per chi viene preso a sporcare i muri. Per esempio, non dovrà cancellare soltanto i graffiti suoi, ma anche altri dieci. La cosa potrebbe partire a breve, ha detto Alemanno (da Cortina) , e potrebbe valere anche per chi fa altre “sciocchezze”.
Perché la strada è cultura solo a volte (magari per la stampa e non per le leggi) e comunque è sempre meglio se i muri sono quelli di un’altra città, ché a nessuno è dato di fare il profeta-graffitista in patria, si sa. Anche fuori d’Italia (non mitizzo), magari solo con un po’ di intelligente (?) tolleranza in più, mentre qui la tolleranza è in netto calo (e l’intelligenza … lasciamo perdere).
A titolo di consolazione — grazie di cuore ai punkpirates per avermi fatto scoprire altre cose da/di graffitisti — guardatevi la notevolissima animazione “dipinta” su pubblici muri, qui sotto. E speriamo che il finale sia solo arte, e non anche realtà …
Posted with vodpod .
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ps. Un link finale, ove mai abbiate dimenticato il senso letterale, e le origini, di decimazione.
Add comment 24 Agosto 2008
Chic (but not so cheap)
Dice che le signore (soprattutto) non sono troppo contente per le urgenti misure anti-massaggio (ovvero anti-stranieri) del ministero del Welfare. Così, dal Forte (dei Marmi ovviamente) a Capri, un po’ si prosegue nell’illegalità e un po’ gli stabilimenti si attrezzano con “professionisti”, per non scontentare i clienti (che notoriamente hanno sempre ragione).
E vivranno tutti felici e contenti, esclusi precedenti massaggiatori/trici più (o meno) esotici, che avranno più difficoltà di prima a sbarcare il lunario. Però l’igiene è garantita.
Ché questo è davvero il bel paese, come si ricordava l’Independent nell’articolo di cui al post qui sotto (e poi forse non è tanto un buon paese, ma pare che a molti non importi più di tanto).
per la serie: tutto diventa una barzelletta, qui, perfino i divieti odiosi
recupero puntate. La notizia originaria l’avevamo discussa qualche post fa.
Add comment 21 Agosto 2008
WARNING! Dove c’è gusto, ora c’è la multa
[...] Si è data ai sindaci carta bianca per scrivere leggi dedicate alle loro particolari fissazioni in materia di sicurezza. Il risultato è una tempesta di nuove ordinanze e regole che minacciano di trasformare il bel paese nel più grande di tutti gli stati-tata.
L’incauto straniero rischia forti sanzioni per il fatto di fare cose che sono perfettamente legali dovunque, nel mondo, fatta eccezione per la specifica città dove egli si trova. [...]
E’ la mia traduzione libera di un pezzetto dell’articolo sulla nuova abilità italiana di vietare tutto ciò che sia divertente, che compare oggi sull’Independent (e viene ripreso da Repubblica). Perfettamente condivisibile e tutt’altro che miope, direi. Estivo, leggero, un po’ irridente (o è una mia proiezione?), ma i punti cruciali mi pare che vengano colti correttamente: lo spazio concesso alle fisse dei sindaci, i modi diversi con cui vengono trattati comportamenti uguali (e peraltro dovunque normalmente ammessi) in un posto e in un altro, i rischi di uno stato iperprotettivo, paternalista: tata (o forse madre, mediterranea).
Insomma, raddoppio il commento originato ieri da Sofri-piccolo+Serra-sull’amaca (dall’altra parte), e insisto: che la stampa straniera parli di noi non è affatto male. E che, da qui, ci si faccia una qualche attenzione, sarà pure provinciale (a volte) ma molto più spesso è utile.
Ché nel mondo della coppia Ripa di Meana al Pincio, o di quell’altra coppia di cui al post sotto, se ne fregano. E hanno ragione.
credit. La foto intera, di rachie5.
3 comments 17 Agosto 2008





