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Venditori di rose e lavavetri. A Camp Mary
La storia tutta italica della guerra ai lavavetri nelle città (perchè le città hanno da essere sicure, e decorose) mi indigna. E temo che non sia affatto finita. Ma ne ho già parlato qui (quando è iniziata) e poi qui, qui, (versione napoletana) , qui (quando almeno Cacciari si è dissociato dall’imperativo “di portare il cervello degli italiani all’ammasso”) e ancora in altri post(i) di decidiamoinsieme e quindi non ci torno pure qui, almeno per ora. Però, l’altro giorno, mi è capitata una coinidenza curiosa: ho incrociato lavavetri e altri irregolari alla fine dell’ultimo Le Carré. Dove il mio amato (e molto british) David Cornwell racconta di detenuti che “godono di diritti speciali”. Fra cui , quelli “di non partecipare alla gita matutina in città con gli altri ospiti, di non vendere rose agli automobilisti ai semafori e di non pulire i vetri alle loro BMW in cambio di pochi insulti” (corsivi miei).
Dedicato a chi è convinto che nelle città normali e civili non ci sono lavavetri.
[John Le Carré, Il canto della missione, Mondadori 2007 (or. 2006)]
Add comment 13 Settembre 2007
Il giudice (ex) e il degrado
Libero Mancuso è un mio concittadino ed è stato un magistrato noto e impegnato. Ora fa l’assessore agli affari istituzionali a Bologna, e Cofferati lo ha mandato a seguire i lavori del tavolo della sicurezza. E’ proprio lì che Mancuso, nella sua nuova qualità di amministratore, ha lanciato una proposta — diciamo così — discutibile. Uno zoning per aree a luci rosse, che dovrebbero ospitare a turno le prostitute. Però serve che una legge dello Stato che autorizzi il sindaco ad indicare i luoghi, se no è «favoreggiamento della prostituzione».
Si è già scatenata la protesta. Per ora, mi pare di capire, soprattutto di tipo perbenista. Non vedo (purtroppo) difese della mixitè fra commerci di ogni tipo.
In realtà, come dice Mancuso stesso, “la scelta cadrà sui luoghi più isolati, dove le forze di Polizia hanno maggiori possibilità di contrastare la criminalità che colpisce anche queste ragazze”. Mi pare, quindi, che il vero rischio sia creare dei bei ghetti, più che dei goderecci e moderatamente libertari quartieri a luci rosse. Però, in compenso, si libera (forse) qualche zona aspirante o ex bene (non conosco molto Bologna, e soprattutto non so nulla sulla locale geografia degli usi ufficiali e ufficiosi) dal cosiddetto degrado, ovvero dal fastidio che parecchi hanno per le signore passegiatrici.
In breve: niente puttane ottimiste e di sinistra, al centro di Bologna (anche se Dalla, la sua, l’aveva incontrata fuori casa).
[Letto su Repubblica, ma almeno stanotte non era online. Chi vuole i dettagli, però, li trova anche qui (il Resto del Carlino).]
Add comment 12 Agosto 2007





