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Eccolo. Arriva pure il divieto di piercing
Lo hanno fatto davvero. Di vietare alcuni piercing (a genitali, capezzoli e palpebre). E giacché c’erano, anche i tatuaggi estesi a tutto il corpo.
A Bologna, come si vociferava già quest’estate. Però sulla lingua si può.
Grazie a Piovono rane, donde anche il link al Carlino. Che qui mi sono un po’ distratta e non ho tutto il tempo che servirebbe per seguire la situazione creatività (proibizionista).
Che poi in effetti, se googlate un po’, capite che la questione piercing non è così recente. Ci stavano lavorando perfino prima che arrivasse l’incentivo (diciamo così) dei superpoteri…
Update subito
Con l’occasione (era un po’ che non visitavo Ordinanza pazza e ho fatto un giretto), un avviso. E’ in arrivo anche la multa per muri sporchi.
A Milano (però devono controllare che sia compatibile con le leggi esistenti obbligare i condomini a ripulire dai graffiti).
Add comment 26 Settembre 2008
All’armi, siam condòmini!
Crossposto un po’, anche oggi, ché ho bisogno d’aria, ma il tema è assolutamente da sviluppare. Dicevo anche di là — e ho messo in rassegna stampa l’articolo di Repubblica che mi aveva colpito — che forse siamo pronti per la sindrome NIMBF, di mia invenzione: Not In My Block of Flats.
Perché mi pare che potrebbe partire la guerra alle prostitute non più solo per le strade, ma anche nelle case. E non più solo da parte di sindaci sceriffi e assessori creativi (+ Carfagna, ovviamente), ma anche da parte di tanti singoli cittadini e famiglie (+ solerti amministratori di condominio). Facendo leva — se capisco bene l’appello e gli annunci di Confedilizia e Uppi — sui peggiori sentimenti che spesso proliferano in quei luoghi abbastanza claustrofobici che sono i condominii (salvo i rari casi di vicinati solidali, magari nati da buone pratiche varie).
Dove è già da tempo vietato giocare, fare chiasso, mettere le tapparelle diverse dagli altri eccetera, dove le nuove leggi ora proteggono pure dagli immigrati clandestini (e dai volantini pubblicitari) e dove (sempre ora) qualcuno chiede ancora più leggi, per proteggersi pure dalle vicine puttane (quelle professionali, ché le altre c’è poco da fare).
Dunque, detto in altro modo, dopo l’attacco agli spazi pubblici, inizia l’attacco agli spazi collettivi anche se privati. O proprio perché privati. Fate voi…
Una vera meraviglia!
Add comment 20 Settembre 2008
Chic (but not so cheap)
Dice che le signore (soprattutto) non sono troppo contente per le urgenti misure anti-massaggio (ovvero anti-stranieri) del ministero del Welfare. Così, dal Forte (dei Marmi ovviamente) a Capri, un po’ si prosegue nell’illegalità e un po’ gli stabilimenti si attrezzano con “professionisti”, per non scontentare i clienti (che notoriamente hanno sempre ragione).
E vivranno tutti felici e contenti, esclusi precedenti massaggiatori/trici più (o meno) esotici, che avranno più difficoltà di prima a sbarcare il lunario. Però l’igiene è garantita.
Ché questo è davvero il bel paese, come si ricordava l’Independent nell’articolo di cui al post qui sotto (e poi forse non è tanto un buon paese, ma pare che a molti non importi più di tanto).
per la serie: tutto diventa una barzelletta, qui, perfino i divieti odiosi
recupero puntate. La notizia originaria l’avevamo discussa qualche post fa.
Add comment 21 Agosto 2008
Altri divieti, anche esteri, e poi permessi
In effetti, sospetto che in alcuni degli articoli che si leggono in questi giorni sui divieti creativi si faccia un po’ di confusione (a vantaggio del folklore) tra fesserie (e illibertà) nuove e vecchie.
Il divieto di sedersi sulle scale in piazza a Capri c’è da tempo immemorabile (anche quello di girare in costume o comunque abbigliati in modo poco consono), e così immagino sia per altri divieti anti-rumore, d solito elaborati pro-residenti estivi e turisti.
Anche oggi, comunque, la lista si arricchisce. In particolare, segnalerei due new entry.
Eraclea (Venezia), dove è vietato raccogliere conchiglie, portare via la sabbia (multa da 25 euro a 250) e pure fare castelli di sabbia e buche. Cioè, in sostanza, sono riusciti a proibire di essere bambini.
E Bologna, dove si vieta (anche) di farsi un piercing «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse». Sanzione ancora da stabilire (questa quindi è certamente nuova).
* * *
Il culto dei turisti (anche un po’… scemi, all’occorrenza, non è che c’è bisogno di essere il mitico Paul Bowles per girare senza distruggere il mondo degli altri) sembra dilagare ovunque, in verità: Italia o estero. O almeno così mi viene di pensare a leggere del tentativo della ministra marocchina (ex femminista, ex comunista) di abbassare il volume dei muezzin.
Nonostante che — se valutati in decibel — siano meno invasivi di clacson, sveglie, aspirapolvere e frullatori.
* * *
Sul fronte del nuovo “permissivismo-liberista“, invece, si segnala il nostro nordico ministro dell’agricoltura. Che si predispone ad appoggiare la proposta di due parlamentari della Lega a favore della grappa fatta in casa. Ché bisogna smetterla di fare gli ipocriti, e poi nessuno è mai morto di grappa casareccia.
L’articolo di Repubblica non è online, poi magari domani lo linko dall’archivio. Però c’è quello della Tribuna di Treviso (senza esternazioni del ministro Zaia, tuttavia).
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divagazione semi-pertinente: Toti Scialoja (avvistato via Bartezzaghi)
aggiornamento promesso: l’articolo di Repubblica.
1 comment 14 Agosto 2008
Piccole creatività crescono
Federica Sgaggio, l’altro giorno, ha letto da qualche parte di una multa al suonatore trovato a esibirsi per strada senza «regolare autorizzazione». Stanotte, invece, mi è capitato di imbattermi (Corriere del Mezzogiorno) nella strepitosa notizia del divieto di servire drink a litro, da consumare a società. In quel di Bacoli.
La ragione (si fa per dire) dell’ordinanza non è l’alcol, questa volta, ma il “concreto rischio di infezioni”, per “l’inevitabile riflusso dei liquidi attinti”. Insomma, per il fatto che dalla cannuccia capita pure di sputacchiare un po’ dentro il drink.
In verità, non so se la cosa fa parte delle ordinanze creative in senso stretto (suppongo di sì), però direi che il sindaco Coppola può comunque concorrere alla gara, aggiungere il suo nome all’albo e godersi il suo momento di gloria.
Ancora, mi chiedo se — senza cannuccia — bere-insieme si può, ché anche il tocco della labbra, non si sa che problemi igienici potrebbe produrre … Anzi, forse per sicurezza, sarebbe meglio un mondo tutto di monouso. Peccato che, dal punto di vista dei rifiuti, fanno più problema.
Poi ci sono le cose più serie: a Parma.
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credit. Il poster del sidro, ma orginariamente qui.
update-link:l’ordinanza bacolese (via cortile/Leoblog). “Considerato … si appalesa la necessità di vietare tale fenomeno”, ovvero di attingere con lunghe cannule alla stessa fonte.
3 comments 13 Agosto 2008
Ordinanze creative e spazi “pubblici”
Piccolo aggiornamento in ordine casuale.
• A Voghera, vietato sedersi in tre sulle panchine (di notte).
• A Cernobbio, ispezione igienico-sanitaria della casa per aspiranti residenti e nuovi sposi.
• A Genova, nei carrugi, no promenade con alcolici in mano (bottiglia o lattina). Fra poco, così anche a Rimini.
• A Montecatini Terme, vietato giocare a pallone in piazza del Popolo e sul sagrato della chiesa.
• A Eboli, multa per chi viene trovato in auto (area del ‘Palasele’) in atteggiamenti amorosi.
• A Novara, non bastasse il divieto di deambulare di notte in più di due, in tutti i giardini con aree-giochi, proibito il consumo di alcolici: 24 ore su 24.
• A Torino, quasi pronto il divieto di accesso alle piscine comunali per già vandali o autori di disturbi per altri bagnanti (si spostino altrove, please!).
E’ solo una micro lista artigianale, che mi propongo di tenere aggiornata in attesa che l’Anci renda pubblica la sua banca dati delle ordinanze emesse dai Comuni in tema di sicurezza urbana e di incolumità pubblica, in modo da poter monitorare con più precisione il grado di soffocamento a cui ci dovrem(m)o abituare.
Da non trascurare. Da oggi c’è pure il divieto di massaggi in spiaggia, ché siamo incapaci di valutare l’expertise del massaggiatore (ma pare siano di più le massaggiatrici) e quindi ci tutelano la cervicale. Solo che in questo caso trattasi di ordinanza urgente (e quando mai no) del sottosegretario al Welfare.
update. Vedo che la cosa, e anche l’articolo di Corsera sui massaggi, fanno giustamente imbestialire anche (almeno) un’altra. Che non sembra gradire neppure le altre ordinanze creative.
update 10 agosto. Fikreta, che il frutto del rovistaggio lo vende agli sfasciacarrozze — a fronte di regolare fattura — e ci fa pure la dichiarazione dei redditi. E dunque attende ansiosa la decisione finale sull’ordinanza creativa (igienista) di Alemanno.
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fonte: giornali e notizie vari
credit: Rourke-Chinaski con la brown bag viene da qui
puntate precedenti
3 comments 9 Agosto 2008
Supersindaci
Questa volta ce l’hanno fatta:
arrivano i super-poteri per i super-sindaci.
Come già all’epoca di Prodi, favorevoli e contrari probabilmente saranno distribuiti abbastanza trasversalmente.
E si può ragionevolmente prevedere che il desiderio di Maroni — che si aspetta ordinanze creative — sarà soddisfatto q.b. Purtroppo.
Graffitari, lavavetri, mendicanti, prostitute e altri cittadini deboli sono avvisati.
Su tutti i giornali, ma le cose linkabili sono meno interessanti dei cartacei. Poi magari aggiorno con gli archivi.
update 7 agosto
Eccolo il primo link: stamattina si era letto, e detto, delle attese di Maroni per le ordinanze (Repubblica). Che non saranno deluse, visto che la fantasia si è già scatenata.
L’ordinanza più creativa mi pare quella romana anti-rovistaggio. In cantiere da un po’, ma al momento — causa proteste della comunità di Sant’Egidio — sospesa/rinviata, ché il sindaco è … attento: ascolta e concerta. I volontari per i cassonetti, e i sindacati per le pistole a tutti i vigili urbani (accordo da portare in consiglio comunale a settembre).
Per il resto, tutto come prevedibile: stop in forme varie a venditori ambulanti (compresi vucumprà), graffitari, mendicanti specie se molesti (compresi lavavetri, compreso Cacciari).
E poi, nella democratica Padova – in nome del solito “decoro urbano” — stop alle prostitute. Anche Alemanno, peraltro, vorrebbe impedire il rovistaggio in nome dell’igiene urbana, mica vuole affamare i poverissimi.
E una si sente scaraventata moolto indietro, all’era degli ingegneri sanitari.
7 comments 6 Agosto 2008








