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E ora, ecco a voi il divieto preventivo

Per il solito kebab (anche se a proporlo ancora nessuno ci ha provato, lì nel bergamasco), e per i phone center (che invece il problema si era già presentato).
Niente telefono casa, dunque. Solo per “questione di decoro”, mica per altro…
E poi il divieto preventivo riguarderebbe pure le pizzerie (sempre se qualcuno volesse). Ma non le periferie, chè lì il decoro è meno importante, come si sa.
via Civati
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ps. Poi ci sarebbero un po’ di dettagli e aggiornamenti per la questione burkini, ma ne parliamo un’altra volta ché qui si va a 3 all’ora.
Add comment 20 Agosto 2009
Qui si respira aria di città…
Oggi qualche pensiero urbano l’ho messo in un post sull’altro blog, e dunque non mi ripeto troppo. In breve, il tema è: città ordinatamente disordinate e cittadini che producono spazi pubblici (che non sono due cose slegate).
Sulla prima parte del ragionamento, lo spunto mi veniva da una mail ricevuta ieri da un’amica — provvisoriamente all’estero — che citava come esempio di disordine ordinato la scelta ( intelligente) osservata a proposito di strisce per il parcheggio “in una strada piuttosto stretta, dove però non si può fare a meno di parcheggiare”. La soluzione è: da uno dei 2 lati della strada, le strisce sono in parte disegnate sul marciapiede.
Però provate a spiegarglielo al Cioni, o agli altri amministratori delle ordinanze creative.
Sulla seconda parte del ragionamento, oltre a retropensieri un po’ colti e più o meno “specialistici”, un bell’aiuto mi veniva da un lungo (e bell’) articolo di Luca Rossomando su Napoli, che ho messo in uno degli archivi-articoli di là.
Luca racconta varie “(buone) pratiche” cittadine, anche in quartieri abitualmente definiti Bronx, e sostiene che la “vivibilità” non è qualcosa che si conceda/riceva dall´alto, e che invece “le persone sono capaci di “pensare” un luogo e di trasformarlo di conseguenza. Questo accade, spesso, se c´è qualcuno capace di prendere l´iniziativa, di accendere una scintilla, di mettere in moto una voglia”.
Po, dice ancora Luca, ovviamente “ogni storia è differente, ma in molti casi salta agli occhi una caratteristica: chi si organizza lo fa al di fuori del proprio ruolo, al di là di ogni specializzazione, attivando risorse latenti, assopite, che nessuno gli aveva richiesto fino a quel momento. Gli amministratori, per definizione, dovrebbero limitarsi a creare le condizioni di questo risveglio: tenere in ordine la città, far funzionare i servizi”.
Anche a qui, condivido moltissimo, ma dubito che si riuscirà mai a convincere gli stessi di cui sopra anche solo a … provarci.
Credit. L’immagine (ripeto anche quella: oggi massima sinergia con moi meme) viene dalla copertina di questo libro mediterraneo.
Add comment 10 Settembre 2008
….. 5 pointz
La foto qui a lato è del 2005, ma stamattina Repubblica (articolo e galleria) proponeva come una novità il caso di Five Points, sorta di laMecca dei graffitisti (ignoto fin qui anche a me).
La periferia diventa museo, si legge molto italianamente nel titolo. Per fortuna, però, non è così: navigare per credere.
Un po’ di storia del caso si trova qui (anche in spagnolo) e qui, con immagini (fatte a Pasqua 2007). Altre immagini si trovano qui e moltissime su Flickr. Dalle 300 e oltre foto di Barrybar — per il quale The Institute for Higher Burning è il posto where artists are welcome and don’t need to dodge the cops — a quelle di Otherthings.
Dai commenti a questa foto, peraltro, ci si può convincere che non di museo si tratta, ma di tutt’altra cosa: mutata e mutante. Tanto che si può fare la storia di un singolo muro… E poi, ovviamente, su Youtube ci sono i video (si può partire da qui).
Sul passato più lontano del quartiere — debitamente malfamato e noto fra l’altro per essere stato il luogo delle Gangs of NY di Martin Scorsese (che però ne ha ricostruito l’aspetto ottocentesco a Cinecittà) — molte altre risorse, fra cui questa storia. Titolo inequivocabile: Where “The Gangs” Lived.
Chi sa… venisse qualche spunto ai nostri austeri sindaci antigraffitari?
La foto da Flickr è una delle molte intitolate semplicemente Queens, NYC, di Barrybar
Add comment 18 Novembre 2007





