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The Sound of Silence (gente in cerca di)
Essendo la soprascritta una solitaria, e per giunta ormai avviata verso una (onorevole) mezza età — piccolo borghese e malmostosa qb – sarei perfino pronta a capire l’esasperazione di Aldo Grasso.
Però mi chiedo: possibile che fra gli opinionisti non ce ne sia mai nemmeno uno che sia un po’ amante del casino urbano?

ps. Per non parlare del fastidio di altri insospettabili opinionisti per il casino vacanziero (per di più straniero e nordico).
Add comment 2 Agosto 2009
Io faccio l’autarchico. E io di più
Forse ha ragione Rodolfo. Forse il sindaco di Caorle (Venezia), Marco Sarto, ha davvero avuto un’illuminazione e riuscirà a farsi pubblicità a costo zero, sull’onda del marchio dei marchi. E magari ci sarà davvero qualcuno a cui farà piacere un bel Chinotto (niente birra!) “nel posto più chiacchierato del momento, nella spiaggia che si è opposta al gigante planetario”.
Sia come sia, intanto, il caso di Caorle oggi è approdato agli onori della cronaca nazionale (Corsera) grazie alla guerra dichiarata alla CocaCola dal primo cittadino. Che non è nemmeno leghista: ora è a capo di una lista civica di centrodestra, ma nel primo mandato fu di centrosinistra.
La causa della guerra è l’ultimo spot della coca. Quello da tempi di crisi, con Giulia che preferisce il ragù di mammà e addirittura la cena a casa e la partita a carte a varie mondanità ed esotismi. Il quale spot, dunque, arrecherebbe seri danni al turismo italico, o veneto: non saprei.
Lo metto sotto, ove mai vi fosse sfuggito.
Però magari togliete l’audio originale e sostituitelo con la versione toscana registrata da Rublosky (che ho trovato qui), anche se è un po’ più lunga.
Add comment 24 Maggio 2009
Concilia?
Riecco le ordinanze creative. Questa di Padova è creativissima, molto meglio del muro e delle multe ai clienti delle prostitute: chi viene beccato a comprare o consumare droghe in pubblico ha due possibilità: 500 euro o Sert.
Dov’è la creatività, dite? Nel fatto che l’alternativa vale per tutte le sostanze, per chi si buca come per chi si fa una canna, ché mandare questi ultimi ai servizi ch si occupano di tossicodipendenze è utilissimo, come si sa.
Non bastasse, Zanonato ha già trovato i suoi fan: c’è il sindaco di Vicenza che quasi quasi un’ordinanzina la fa pure lei ma pure il centrodestra veneziano gradirebbe. Per fortuna Cacciari ancora resiste e Bettin parla del rinvio al Sert come «una stupidaggine assoluta».
Credit. L’immagine viene da qui (ma ci sono di sicuro altre fonti). Se poi volete tutto, compreso il sonoro: clic sulla foto, oppure qui.
Add comment 31 Gennaio 2009
Lookautarchia
Non ho tempo, ma la trovata di Lucca andrebbe approfondita oltre il solo appunto che è tutto quanto posso consentirmi al momento.
Il fatto è il divieto di ristorante etnico in centro storico (in periferia, invece, ognuno fa come c…o gli pare) contenuto in un nuovo regolamento comunale. Prima vittima prevista, il kebab, ma la cosa minaccia tutti i cibi non-italiani (o forse non-lucchesi).
Per me, avrei inserito subito e a pienissimo titolo nella serie ordinanze pazze, pur non essendo il provvedimento esattamente un’ordinanza. Perché pare di capire che siamo alle solite (quasi): compresa la richiesta ai gestori di locali di vigilare sul comportamento degli avventori.
Vedo però che perfino Gilioli – di norma lontano da approcci perbenisti-decoristi — riflette, e documenta il dibattito in atto con molti link (due volte grazie, da quiggiù la notizia mi era sfuggita!), ricevendo molti commenti.
Leggendo il tutto, allora, mi pare che il caso – in realtà — metta in evidenza l’esistenza di una malattia più latente ma forse addirittura più grave di quelle prodotte dal solo virus del decoro, innescata dal ben più pericoloso virus della identità (locale, urbana).
Se si guarda la cosa così, infatti, non è più solo questione di cibi, odori, affollamenti, arredi, egoismi commerciali, razzismi e quant’altro – nonostante le apparenze — ma si va a finire ai luoghi comuni (in tutti i sensi) e quindi alle idee di (buona) città. Quasi direttamente.
E lì, come si sa, sono cavoli (non necessariamente neri) …
Add comment 27 Gennaio 2009
Decorosi deliri
Ieri avevo letto di Bologna, oggi vedo che anche a Firenze non scherzano.
Vuoi vedere che dopo avere fatto da supporto alle più varie ordinanze creative – in una con la sicurezza, beninteso — il solito decoro si trasforma pure in una ragione per battere cassa da parte di Comuni sempre più disperati e disperanti?
Ché nel caso, poi – anche se uno non si sente spesso in sintonia con i commercianti e/o bottegai, e relativi egoismi – qui poi tocca fare pure la rassegna delle tassazioni deliranti…
Cose collegate. A Napoli, invece, siamo sempre meno creativi: il sequestro dei tavolini esterni del Gambrinus (che pure non è un locale “simpatico”) pare sia dovuto semplicemente alla mancanza di un parere della Soprintendenza, e di un permesso di costruzione. Poi si capirà (forse) quale delle due (o altre) ragioni è quella dominante…
Credit. Nell’immagine né Bologna né Firenze: solo l’oggetto di percezioni falsate relative al problema del pull/push. Che poi chi sa se da noi sarebbe tassata pure la scritta ingannatrice, oltre all’avviso Visa.
Add comment 16 Gennaio 2009
Bravo!
Quando il decoro non è tutto (pure le politiche simboliche possono tornare … utili).
E quando i siti istituzionali provano a essere accessibili, a fornire qualche info e perfino a essere di supporto per le interazioni tra governo locale e cittadinanza.
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ps. Il titolo va letto alla francese.
pps. Certamente sono preda del solito effetto erba del vicino, per giunta estero. Tuttavia …
ppps. Per il decoro, la Mairie de Paris è su Flickr
_______________________ >;-)
Add comment 10 Gennaio 2009
Sono troppo avanti…

Per il nome della nuova sindrome, si accettano proposte. Il concetto da esprimere (agli antipodi di quello condensato dall’ormai notissimo acronimo NIMBY) riguarda comunque la nuova tendenza avvistata a Milano: case che vorrebbero invadere lo spazio delle discariche e non il contrario, come nei casi più comuni.
La notizia mi è capitato di sentirla per caso in un Tg di ieri. Poi, frugando un po’ in giro, ho scoperto che in effetti non era nuova affatto.
In breve, riguarda un nuovo quartiere da costruire su una cava dismessa, già utilizzata come discarica di rifiuti, anche abusivi e dunque non proprio “normali”. (continua…)
2 comments 3 Gennaio 2009
Non gliela davano …
… le donne perbene, all’allora giovane Filippo Berselli, che ora (ironie della sorte) è senatore nonché relatore del ddl Carfagna (oltre che sindaco di Montefiore).
E dunque, spiega Berselli al Corsera, benché lui stesso sia stato iniziato al sesso (o all’amore) grazie alle grazie di una lucciola, ora la prostituzione sui marciapiedi deve finire.
Perché i tempi sono cambiati, anche in Senato come si vede.
Nessun moralismo, dunque, ma meglio quelle che lo fanno in casa.
Fonte e credit. Il pezzullo lo copio-incollo qui sotto, ché merita di restare agli atti. La foto viene da qui.
Volendo, come colonna sonora, Dario Vergassola, Non me la danno mai… (anche a lui)
Add comment 5 Ottobre 2008
All’armi, siam condòmini!
Crossposto un po’, anche oggi, ché ho bisogno d’aria, ma il tema è assolutamente da sviluppare. Dicevo anche di là — e ho messo in rassegna stampa l’articolo di Repubblica che mi aveva colpito — che forse siamo pronti per la sindrome NIMBF, di mia invenzione: Not In My Block of Flats.
Perché mi pare che potrebbe partire la guerra alle prostitute non più solo per le strade, ma anche nelle case. E non più solo da parte di sindaci sceriffi e assessori creativi (+ Carfagna, ovviamente), ma anche da parte di tanti singoli cittadini e famiglie (+ solerti amministratori di condominio). Facendo leva — se capisco bene l’appello e gli annunci di Confedilizia e Uppi — sui peggiori sentimenti che spesso proliferano in quei luoghi abbastanza claustrofobici che sono i condominii (salvo i rari casi di vicinati solidali, magari nati da buone pratiche varie).
Dove è già da tempo vietato giocare, fare chiasso, mettere le tapparelle diverse dagli altri eccetera, dove le nuove leggi ora proteggono pure dagli immigrati clandestini (e dai volantini pubblicitari) e dove (sempre ora) qualcuno chiede ancora più leggi, per proteggersi pure dalle vicine puttane (quelle professionali, ché le altre c’è poco da fare).
Dunque, detto in altro modo, dopo l’attacco agli spazi pubblici, inizia l’attacco agli spazi collettivi anche se privati. O proprio perché privati. Fate voi…
Una vera meraviglia!
Add comment 20 Settembre 2008
Tutto torna
Mi sa che tra un po’ (ma pochissimo, eh…) a noi vecchie ragazze — ma pure alle più giovani e forse anche ai signori uomini — ci tocca tornare a fare il tifo per questa signora.
A Roma, intanto, ma è abbastanza facile prevedere che il sindaco di là non resterà isolato.
Credit. L’immagine viene da qui.
1 comment 17 Settembre 2008





