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The Sound of Silence (gente in cerca di)

Essendo la soprascritta una solitaria, e per giunta ormai avviata verso una (onorevole)  mezza età — piccolo borghese e malmostosa qb –  sarei perfino pronta a capire l’esasperazione di Aldo Grasso.
Però mi chiedo:  possibile che fra gli opinionisti non ce ne sia mai nemmeno uno che sia un po’ amante del casino urbano?

londra2006 clerkenwell - urban oasis

ps. Per non parlare del fastidio di altri  insospettabili opinionisti per il casino vacanziero (per di più straniero e nordico).

Add comment 2 Agosto 2009

Io faccio l’autarchico. E io di più

Forse ha ragione Rodolfo. Forse il sindaco di Caorle (Venezia), Marco Sarto, ha davvero avuto un’illuminazione e riuscirà a farsi pubblicità a costo zero, sull’onda del marchio dei marchi. E magari ci sarà davvero qualcuno a cui farà piacere un bel Chinotto (niente birra!) “nel posto più chiacchierato del momento, nella spiaggia che si è opposta al gigante planetario”.

Sia come sia, intanto, il caso di Caorle oggi è approdato agli onori della cronaca nazionale (Corsera) grazie alla guerra dichiarata alla CocaCola dal primo cittadino. Che non è nemmeno leghista:  ora è a capo di una lista civica di centrodestra, ma nel primo mandato fu di centrosinistra.
La causa della guerra è l’ultimo spot della coca.  Quello da tempi di crisi, con Giulia che preferisce il ragù di mammà e addirittura la cena a casa e la partita a carte a varie mondanità ed esotismi. Il quale spot, dunque, arrecherebbe seri danni  al turismo italico, o veneto: non saprei.
Lo metto sotto, ove mai vi fosse sfuggito.

Però magari togliete l’audio originale e sostituitelo con la versione toscana registrata da Rublosky (che ho trovato qui), anche se è un po’ più lunga.

Add comment 24 Maggio 2009

Concilia?

deniro-Noodles sorride nel finale di C'era una volta in AmericaRiecco le ordinanze creative. Questa di Padova è creativissima, molto meglio del muro e delle multe ai clienti delle prostitute:  chi viene beccato a comprare o consumare droghe in pubblico ha due possibilità: 500 euro o Sert.

Dov’è la creatività, dite? Nel fatto che l’alternativa vale per tutte le sostanze, per chi si buca come per chi si fa una canna, ché mandare questi ultimi ai servizi ch si occupano di tossicodipendenze è utilissimo, come si sa.
Non bastasse, Zanonato ha già trovato i suoi fan: c’è il sindaco di Vicenza che quasi quasi un’ordinanzina la fa pure lei ma pure  il centrodestra veneziano gradirebbe.  Per fortuna Cacciari ancora resiste e Bettin parla del rinvio al Sert come «una stupidaggine assoluta».

Credit. L’immagine viene da qui (ma ci sono di sicuro altre fonti).  Se poi volete tutto, compreso il sonoro: clic sulla foto, oppure  qui.

Add comment 31 Gennaio 2009

Lookautarchia

lunica-ammessaNon ho tempo, ma la trovata di Lucca andrebbe approfondita oltre il solo appunto che è tutto quanto posso consentirmi al momento.
Il fatto è il  divieto di ristorante etnico in centro storico (in periferia, invece, ognuno  fa  come c…o gli pare) contenuto in un nuovo regolamento comunale.  Prima vittima prevista,  il kebab, ma la cosa minaccia tutti i cibi non-italiani (o forse non-lucchesi).

Per me, avrei inserito subito e a pienissimo titolo nella serie ordinanze pazze, pur non essendo il provvedimento esattamente un’ordinanza. Perché pare di capire che siamo alle solite (quasi): compresa la richiesta ai gestori di locali di vigilare sul comportamento degli avventori.
Vedo però che perfino Gilioli –  di norma lontano da approcci perbenisti-decoristi — riflette,  e documenta il dibattito in atto con molti link  (due volte grazie, da quiggiù la notizia mi era sfuggita!), ricevendo molti commenti.
Leggendo il tutto, allora, mi pare che il caso –  in realtà — metta in evidenza l’esistenza  di una malattia più latente ma forse addirittura più grave di quelle  prodotte dal solo virus del decoro,   innescata dal ben più pericoloso virus della identità (locale, urbana).

Se si guarda la cosa così,  infatti, non è più solo questione di cibi, odori, affollamenti, arredi, egoismi commerciali, razzismi  e quant’altro –  nonostante le apparenze — ma si va a finire ai luoghi comuni (in tutti i sensi) e quindi alle  idee di (buona) città.  Quasi direttamente.
E lì, come si sa, sono cavoli (non necessariamente neri) …

Add comment 27 Gennaio 2009

Decorosi deliri

push_pullIeri avevo letto di Bologna, oggi vedo che anche a Firenze non scherzano.
Vuoi vedere che dopo avere fatto da supporto alle più varie ordinanze creative –  in una con la sicurezza, beninteso  — il solito decoro si trasforma pure in una ragione per battere cassa da parte di Comuni sempre più disperati e disperanti?
Ché nel caso, poi –  anche se uno non si sente spesso in sintonia con i commercianti e/o  bottegai, e relativi egoismi –  qui poi tocca  fare pure la rassegna delle tassazioni deliranti

Cose collegate.  A Napoli, invece, siamo sempre meno creativi:  il sequestro dei tavolini esterni del Gambrinus (che pure non è un locale “simpatico”) pare sia dovuto semplicemente alla mancanza di un parere  della Soprintendenza, e di un permesso di costruzione.  Poi si capirà (forse) quale delle due (o altre) ragioni è quella dominante…

Credit. Nell’immagine né Bologna né Firenze:  solo l’oggetto di percezioni falsate relative al problema del pull/push. Che poi chi sa se da noi sarebbe tassata pure la scritta ingannatrice, oltre all’avviso Visa.

Add comment 16 Gennaio 2009

Bravo!

paris2005_sera2Quando il decoro non è tutto (pure le politiche simboliche possono tornare … utili).

E quando  i siti istituzionali provano a essere accessibili,  a fornire qualche info e perfino a essere di supporto per le interazioni tra  governo locale e cittadinanza.
::

ps.  Il titolo va letto alla francese.
pps. Certamente sono preda del solito effetto erba del vicino, per giunta estero.  Tuttavia  …
ppps. Per il decoro, la Mairie de Paris è su Flickr
_______________________ >;-)

Add comment 10 Gennaio 2009

Sono troppo avanti…

areacalchitaeggi_screanzatopo
calchitaeggi_progetto Per il nome della nuova sindrome, si accettano proposte. Il concetto da esprimere (agli antipodi di quello condensato dall’ormai notissimo acronimo NIMBY) riguarda comunque  la nuova tendenza avvistata a Milano:  case che vorrebbero invadere lo spazio delle discariche e non il contrario, come nei casi più comuni.

La notizia mi è capitato di sentirla per caso in un Tg di ieri. Poi, frugando un po’ in giro, ho scoperto che in effetti non era nuova affatto.
In breve, riguarda un nuovo quartiere da costruire su una cava dismessa, già utilizzata come discarica di rifiuti, anche abusivi e dunque non proprio “normali”. (continua…)

2 comments 3 Gennaio 2009

Non gliela davano …

Mara Carfagna… le donne perbene, all’allora giovane Filippo Berselli, che ora (ironie della sorte) è senatore nonché relatore del ddl Carfagna (oltre che sindaco di Montefiore).
E dunque, spiega Berselli al Corsera, benché lui stesso sia stato iniziato al sesso (o all’amore) grazie alle grazie di una lucciola, ora la prostituzione sui marciapiedi deve finire.
Perché i tempi sono cambiati, anche in Senato come si vede.
Nessun moralismo,  dunque, ma meglio quelle che lo fanno in casa.

Fonte e credit. Il pezzullo lo copio-incollo qui sotto, ché merita di restare agli atti. La foto viene da qui.
Volendo,  come colonna sonora, Dario Vergassola, Non me la danno mai… (anche a lui)

(continua…)

Add comment 5 Ottobre 2008

All’armi, siam condòmini!

Crossposto un po’, anche oggi, ché ho bisogno d’aria, ma il tema è assolutamente da sviluppare. Dicevo anche di là — e ho messo in rassegna stampa l’articolo di Repubblica che mi aveva colpito — che forse siamo pronti per la sindrome NIMBF, di mia invenzione: Not In My Block of Flats.
Perché mi pare che potrebbe partire la guerra alle prostitute non più solo per le strade, ma anche nelle case.  E non più solo da parte di sindaci sceriffi e assessori creativi (+ Carfagna, ovviamente), ma anche da parte di tanti singoli cittadini e famiglie (+ solerti amministratori di condominio).  Facendo leva — se capisco bene l’appello e gli annunci di Confedilizia e Uppi — sui peggiori sentimenti che spesso proliferano in quei luoghi abbastanza claustrofobici che sono i condominii (salvo i rari casi di vicinati solidali, magari nati da buone pratiche varie).
Dove è già da tempo vietato giocare, fare chiasso, mettere le tapparelle diverse dagli altri eccetera, dove le nuove leggi ora proteggono pure dagli immigrati clandestini (e dai volantini pubblicitari) e dove (sempre ora) qualcuno chiede ancora più leggi, per proteggersi pure dalle vicine puttane (quelle professionali, ché le altre c’è poco da fare).

Dunque, detto in altro modo, dopo l’attacco agli spazi pubblici, inizia l’attacco agli spazi collettivi anche se privati. O proprio perché privati. Fate voi…
Una vera meraviglia!

Add comment 20 Settembre 2008

Tutto torna

Mary QuantMi sa che tra un po’ (ma pochissimo, eh…) a noi vecchie ragazze — ma pure alle più giovani e forse anche ai signori uomini — ci tocca tornare a fare il tifo per questa signora.

A Roma, intanto, ma è abbastanza facile prevedere che il sindaco di là non resterà isolato.

Credit. L’immagine viene da qui.

1 comment 17 Settembre 2008

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Testamento biologico

FammiScegliere "Siamo convinti, al di là degli steccati ideologici, che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro.
E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana".

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La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

planners (e altri esperti)

A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

proto-Amazon

25 settembre 1950
Caro Frank, ... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

qui si pala parecchio di (tag)

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