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E ora, ecco a voi il divieto preventivo

ET_aha

Per il solito kebab (anche se a proporlo ancora nessuno ci ha provato, lì nel bergamasco), e  per i phone center (che invece il problema si era già presentato).
Niente telefono casa, dunque. Solo per “questione di decoro”, mica per altro…
E poi  il divieto preventivo riguarderebbe  pure le pizzerie (sempre se qualcuno volesse). Ma non le periferie, chè lì il decoro è meno importante, come si sa.

via Civati

::

ps. Poi ci sarebbero un po’ di dettagli e aggiornamenti per la questione burkini, ma ne parliamo un’altra volta ché qui si va a 3 all’ora.

Add comment 20 Agosto 2009

Ora che le ronde ci sono, e i rei pure

vuvumpraIeri stavo per mettere questa notizia sull‘asilo multietnico torinese:  friendly (o buonista, direbbe qualcuno).
E pensavo che a volte pure le mode possono aiutare. Poi mi sono distratta.

Oggi invece ho letto il pezzone domenicale di Jenner Meletti che torna  sulla questione vucumprà di spiaggia (adriatica, ma forse non soltanto)  protetti dai turisti e più o meno cacciati (anche con l’esercito talvolta), da amministratori di ogni tipo e natura (ché la spiaggia senza ambulanti non è né di destra né di sinistra).  E mi sono prontamente ri-depressa.

ps. In particolare, l’uso creativo del segway mi pare un’autentica mostruosità. A meno che non dica qualcosa che non riesco a capire sulla trasformazione della spiaggia in luogo di passaggio (non-luogo è una espressione che inizierei ad abolire).  E comunque vedo che non solo gli antesignani di Ravenna sono fieri dei risultati, ma fanno proseliti.

Add comment 9 Agosto 2009

Ordinanze creative. Seconda serie

update 29 luglio (ieri non riuscivo a trovare il video).
Solo per dire: chi sa se da noi una situazione di questo tipo sarebbe ritenuta sufficientemente decorosa. E divertente.
Poi, ovviamente, anche lì c’è sempre qualcuno che non è d’accordo, ma questa è un’altra storia.

Mi pare di capire che l’estate sia la stagione preferita dai sindaci per sbizzarrirsi con le ordinanze. Forse perché, con il caldo, le persone stanno di più per strada, cioè nello spazio pubblico più elementare  che esista.
Anche quest’anno, quindi, è iniziata la sequenza.

(continua…)

Add comment 28 Luglio 2009

Un’idea come un’altra

Forse … Ma meglio di altre.
Questa.

ps. e meglio di queste.

Add comment 24 Gennaio 2009

All’armi, siam condòmini!

Crossposto un po’, anche oggi, ché ho bisogno d’aria, ma il tema è assolutamente da sviluppare. Dicevo anche di là — e ho messo in rassegna stampa l’articolo di Repubblica che mi aveva colpito — che forse siamo pronti per la sindrome NIMBF, di mia invenzione: Not In My Block of Flats.
Perché mi pare che potrebbe partire la guerra alle prostitute non più solo per le strade, ma anche nelle case.  E non più solo da parte di sindaci sceriffi e assessori creativi (+ Carfagna, ovviamente), ma anche da parte di tanti singoli cittadini e famiglie (+ solerti amministratori di condominio).  Facendo leva — se capisco bene l’appello e gli annunci di Confedilizia e Uppi — sui peggiori sentimenti che spesso proliferano in quei luoghi abbastanza claustrofobici che sono i condominii (salvo i rari casi di vicinati solidali, magari nati da buone pratiche varie).
Dove è già da tempo vietato giocare, fare chiasso, mettere le tapparelle diverse dagli altri eccetera, dove le nuove leggi ora proteggono pure dagli immigrati clandestini (e dai volantini pubblicitari) e dove (sempre ora) qualcuno chiede ancora più leggi, per proteggersi pure dalle vicine puttane (quelle professionali, ché le altre c’è poco da fare).

Dunque, detto in altro modo, dopo l’attacco agli spazi pubblici, inizia l’attacco agli spazi collettivi anche se privati. O proprio perché privati. Fate voi…
Una vera meraviglia!

Add comment 20 Settembre 2008

Tutto torna

Mary QuantMi sa che tra un po’ (ma pochissimo, eh…) a noi vecchie ragazze — ma pure alle più giovani e forse anche ai signori uomini — ci tocca tornare a fare il tifo per questa signora.

A Roma, intanto, ma è abbastanza facile prevedere che il sindaco di là non resterà isolato.

Credit. L’immagine viene da qui.

1 comment 17 Settembre 2008

Non sempre l’erba del vicino…

forat de la vergonya (da Flickr - Sinsistema)“Ecco alcune delle ordinanze municipali ‘per incentivare e garantire la convivenza nello spazio pubblico di Barcellona’. Questi regolamenti sono stati approvati il 23 dicembre 2005 dall’ amministrazione di centrosinistra che da più di vent’anni governa la città e hanno provocato contestazioni e manifestazioni di protesta soprattutto nelle strade del centro storico in cui sono state applicate con maggiore rigidità”.

Inizia così un trafiletto sull’ultimo numero di Napoli-Monitor, un’interessante rivista mensile pubblicata nella mia città, che purtroppo non ha (ancora?) un sito web (ma un po’ viene descritta qui, dopo l’immagine fuori misura).
Il resto del trafiletto lo riassumo un po’, ché sto copiando a mano e non copia-incollando, e lo riordino in funzione della entità delle multe previste. (continua…)

2 comments 16 Settembre 2008

Porco cane!

un cane, non troppo feroceNon mi sono ancora bene riorganizzata, con i tempi dovuti al lavoro. Però almeno un pensierino sull’ennesima ordinanza in arrivo mi pare d’obbligo.  Oggetto: i cani pericolosi, o forse i cani tout court.  Occasione: una recente sentenza della Cassazione, che è piaciuta parecchio al sottosegretario alla salute Francesca Martini, la quale (quindi?) sta studiando la nuova ordinanza.
Concetto base: il proprietario è responsabile dell’animale. Corollario: ci vuole sempre “un conduttore che sappia gestirlo”. Pertanto, si punterà “sulla formazione dei proprietari e in questo i veterinari saranno un nodo cruciale” (grassetto mio).
E non è solo che è il momento delle ordinanze, è proprio che i cani sono importanti. Un po’ da sempre, come  testimonia il fatto che sul tema si erano già espressi Sirchia (nel 2003) e Turco (nel 2006).
Gli strumenti chiave, nella nuova versione, sembrano quelli classici: museruola e guinzaglio. Dunque la novità principale sarebbe la cancellazione della lista di cani pericolosi, perché “anche un barboncino può mordere se viene spinto a farlo”.
Come no! Forse anche gli umani, prima o poi, sempre se spinti

ps. Se poi con l’occasione qualcuno volesse pensare a vietare i volpini o chihuahua, ne sarei veramente contenta, ché mi sono antipatici da sempre (e poi, tanto, di prendersela con i camorristi armati di pit bull, o con chi organizza lotte o corse clandestine di cani, non se ne parla neppure).

credit. Il cane ferocissimo di sopra viene da qui.

Add comment 9 Settembre 2008

Feed (convivenza civile, creativa)

Leggendo un paio di post altrui, mi è venuta la curiosità di leggere integralmente le “Norme per la civile convivenza in città” escogitate a Firenze.
Così ora consiglio caldamente a tutti i cultori di ordinanze creative (ma pure a chi si occupa per mestiere o per diletto di vita urbana) una lettura almeno trasversale del lungo e articolato testo, di cui mi appunto qui alcune perle (ma meritano un’occhiata pure le “definizioni” della materia normata, art.2). I neretti sono miei.

Allora, dall’11 agosto, a Firenze è proibito “entrare o salire sui monumenti, … entrare anche parzialmente nelle vasche e nelle fontane o gettarvi o immergervi oggetti, tranne nei casi in cui la tradizione comune prevede di lanciarvi monete“. Proibito “altresì collocare, appoggiare, legare i velocipedi su: barriere di protezione di monumenti, altri elementi di arredo urbano qualora rechi intralcio alla circolazione pedonale e carrabile, altri manufatti prospicienti immobili di rilevante valore architettonico, salvo nei luoghi espressamente consentiti”. E poi, ovviamente, è proibito “sdraiarsi sul suolo pubblico, sui gradini dei monumenti e dei luoghi destinati al culto o alla memoria dei defunti tranne che nei casi previsti dalle singole ordinanze (chi sa in quali casi sarà previsto sdraiarsi nei cimiteri. ndr), sulle panchine, sulla soglia degli edifici prospicienti la pubblica via, ovvero bivaccare, mangiare, bere o dormire in forma palesemente indecente (a giudizio chi sa di chi. ndr) o occupando, con sacchetti o apparecchiature il suolo pubblico”. (continua…)

12 comments 5 Settembre 2008

Quando si dice la trasparenza

east London in rignerazione - trasparenze La parte dello sceriffo, a Genova – racconta oggi Marco Imarisio — tocca all’integerrimo assessore alla Sicurezza Francesco Scidone, ex cancelliere di Tribunale, dipietrista e cattolico. Il quale sa che la maggioranza silenziosa (sic) approva quello che stanno facendo.
Ovvero decidere che i bassi debbono tornare a essere negozi o depositi, ospitando esclusivamente attività regolabili con partita Iva e visibili attraverso apposita vetrina. Pene chi non ci sta: sgombero, denuncia penale e sequestro preventivo.
In realtà, le puttane esercitano assai poco nei bassi (già il mitico vecchio professore di De Andrè andava cercando in un portone, come si ricorderà) ma diciamo che la lotta al mestiere è una buona occasione per promuovere una qualche riqualificazione, e anche per qualche prova di forza tra partiti.
Peraltro, l’assessore trova che non si tratta di “provvedimento muscolare”, bensì di “puro buon senso”, anche se in politica tutto può “apparire diverso”. Mentre dall’articolo si evince che ai bassi in sé (e perfino alla lotta contro la prostituzione) gli amministratori genovesi — in effetti — non sono troppo interessati. E’ solo che in giunta si fanno prove generali di alleanze, e conseguenti bracci di ferro, perché lì Rifondazione conta.

Poi, ovviamente, una si immagina che nei bassi di Genova, come in quelli notissimi della mia città, si svolgano certe quantità di vita, legale e non. Talvolta con la sostituzione di abitanti nuovi (spesso immigrati) ai più antichi, ma non saprei con quanto incremento di partite Iva,
Evidentemente però la vita (urbana) non è (più?) questione che riguardi la politica (e a volte neppure le politiche, pubbliche).

Fonte: Corriere della sera (per ora non online).
Ora (30 agosto) in archivio

Update 1 settembre.  La storia va avanti, e scendono in campo le femministe di Usciamo dal silenzio e il Comitato per i diritti civili delle prostitute. Le lavoratrici sessuali dei carrugi – dice Pia Covre – sono spesso esse stesse proprietarie dei bassi e le ordinanze di sgombero le mettono sulla strada.
via Ordinanza pazza

Add comment 28 Agosto 2008

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Testamento biologico

FammiScegliere "Siamo convinti, al di là degli steccati ideologici, che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro.
E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana".

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città

La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

planners (e altri esperti)

A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

proto-Amazon

25 settembre 1950
Caro Frank, ... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

qui si pala parecchio di (tag)

arte urbana blu Bologna buone intenzioni città creatività decoro decoro urbano diritti divieti esclusione gli altri graffiti igiene internet ipocrisie libertà Milano museo napoli open space ordinanze creative pd perbenismi periferie politica politica italiana politiche urbane politici prostitute razzismo regeneration riqualificazione Roma romanzi sicurezza sindaci spazi pubblici superpoteri supersindaci uomini urban urban policies vacanze vita urbana

people sitting

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People sitting - Flickriver
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     (pure lì, ma non a parole)

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