Forse ha ragioneRodolfo. Forse il sindaco di Caorle (Venezia), Marco Sarto, ha davvero avuto un’illuminazione e riuscirà a farsi pubblicità a costo zero, sull’onda del marchio dei marchi. E magari ci sarà davvero qualcuno a cui farà piacere un belChinotto (niente birra!) “nel posto più chiacchierato del momento, nella spiaggia che si è opposta al gigante planetario”.
Sia come sia, intanto, il caso di Caorle oggi è approdato agli onori della cronaca nazionale (Corsera) grazie alla guerradichiarata alla CocaCola dal primo cittadino. Che non è nemmeno leghista: ora è a capo di una lista civica di centrodestra, ma nel primo mandato fu di centrosinistra.
La causa della guerra è l’ultimo spot della coca. Quello da tempi di crisi, con Giulia che preferisce il ragù di mammà e addirittura la cena a casa e la partita a carte a varie mondanità ed esotismi. Il quale spot, dunque, arrecherebbe seri danni al turismo italico, o veneto: non saprei.
Lo metto sotto, ove mai vi fosse sfuggito.
Però magari togliete l’audio originale e sostituitelo con la versione toscana registrata da Rublosky (che ho trovato qui), anche se è un po’ più lunga.
"Siamo convinti, al di là degli steccati ideologici, che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro.
E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana".
La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]
Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]
planners (e altri esperti)
A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]
proto-Amazon
25 settembre 1950
Caro Frank,
... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]
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