Anche a Bari

16 settembre 2007 at 2:50 pm 4 commenti

Cercando altro, leggo un titolo del Corriere del Mezzogiorno edizione di Bari: “Via Sparano diventa un museo a cielo aperto”. E penso che (purtoppo) anche lì è arrivata questa terribile idea, di cui a Napoli siamo vittime ormai da tempo.

Forse, se ho tempo, mi informerò meglio sul progetto Bari crossing, vincitore di un concorso per rifare il look alla principale strada della città. Ma sono certa che poi avrò comunque lo stesso il dubbio che ho già. Un dissenso, in realtà, non un dubbio.
Insomma: ma perchè mai le strade — invece che essere, appunto, strade: comode, piacevoli, vive, belle… — debbono diventare musei a cielo aperto?

Che poi questa espressione concretamente significa (in questo caso, ma è quasi sempre una roba dello stesso tipo): “un susseguirsi di quattro slarghi, ognuno dei quali connotati da un palazzo storico”, dove non ci sono più palme e panchine, “rimosse per liberare la prospettiva”, bensì sculture. Come si conviene per i musei. Per un po’ di ombra, per leggere il giornale, per sedersi (o stare in piedi) a cazzeggiare e guardare gli altri che strusciano, niente da fare. Se proprio uno vuole svolgere queste o altre attività tipicamente urbane e non museali, si è deciso (dove? quando?) che i posti deputati sono altri: giardini, parchi, aree pedonali (sapientemente arredate, s’intende). E pazienza se stare lì, quasi sempre, non è ugualmente divertente.

E’ come se sindaci e assessori in cerca di consenso, dagli urbanisti, avessero (ap)preso il peggio: lo spirito antiurbano dell’urbanistica. Di cui si discute, e su cui si spara, da tempo immemorabile fra addetti ai lavori e colti, e che però, intanto, è filtrato nel senso comune, e nell’immaginario delle politiche urbane prét-a-porter. Così molto altro pensiero urbanistico (in senso lato) resta nei discorsi, o nei cassetti, ma questa parte la si mette in pratica. Del resto, costa poco, si vede parecchio, si realizza presto e fa contenta parecchia gente. A volte anche gli abitanti, a onor del vero.

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Oltre i sondaggi Nell’acqua della chiara fontana

4 commenti

  • 1. lecoincidenzenonesistono  |  19 novembre 2007 alle 11:43 pm

    il primato mi fa onore…
    ma qual’è il collettivo?

    attendo delucidazioni e ti saluto

    s

  • 2. enpi  |  19 novembre 2007 alle 1:37 pm

    la seconda che hai scritto (ciascuno scrive ecc.).
    e: i sindaci sono spesso proprietari di attici, mai pagati.
    ciao
    e.

  • 3. danilla  |  18 novembre 2007 alle 8:17 pm

    ciao a te! sei il primo commentatore di questo oscuro posto, che non ho il tempo di curare come l’altro, collettivo.

    e hai ragione…
    ciao a te, intanto

    (ma tra Milano, Roma Trani vi spostate o ciascuno scrive dal suo posto?)

  • 4. lecoincidenzenonesistono  |  13 novembre 2007 alle 6:14 pm

    gia…
    anche se, per esperienza, ti suggerirei un sottotitolo al post: ma non solo.

    ciao

    S

    http://milanoromatrani.wordpress.com


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