Fatti miei 2: non si può fare

10 aprile 2008 at 6:04 pm 2 commenti

ci ho pensato a lungo…

Giovedì della settimana scorsa sono stata alla nostra serata degli indecisi, mercoledì sono stata al comizio di Veltroni (e un po’ anche a quello di Bertinotti), ogni tanto becco qualcuno in tv, ma continuo ad avere le stesse sensazioni, e dunque la stessa idea su come votare (salvo ripensamenti dell’ultimissima ora).
La linea d’ombra — come la chiama Sandro — non ce la faccio a superarla, anche se sarebbe probabilmente la cosa giusta, quella che più corrisponde al senso di estraneità che provo da tempo rispetto alla politica organizzata. D’altra parte, votare (prendere parte?) è l’ultima cosa che mi resta di quella specie di coazione a ripetere da ex militante, e quindi mi arrendo: a votare ci vado. E ci vado con la prospettiva dell’ennesima vittoria del Berlusca, e dunque immaginando, e temendo, i prossimi 5 anni (se resiste per tutto il tempo), che saranno abbastanza orribili. Il che, tuttavia, non riesce a convincermi che l’unica è il voto “utile”, soprattutto perché non credo che votare Pd sia davvero utile: la possibilità di una rimonta fino al sorpasso mi pare pura propaganda elettorale (del Pd), con buona pace di Flores D’Arcais.

Allora voto pensando che il centrosinistra perderà e che a me il Pd così com’è proprio non mi piace. E’ un po’ una semplificazione rozza, ma in fondo davvero il Pd mi sembra sempre più un grande contenitore centrista, più che la versione italiana di un labour, o di un pd all’americana.
Il programma (e l’allenza) elettorale, peraltro, mi piacciono ancora di meno. Soprattutto pensando ad alcune delle mie fisse. Ne dico tre, per capirci.
— Niente diritti, peraltro confusi con i temi “eticamente sensibili” (come giustamente sostiene Anelli), visto che la componente teodem è troppo forte, e che comunque, per il target pre-scelto, non sono una priorità.
— Nemmeno il tentativo di mettere in campo un vero ambientalismo moderno, che non sia fatto solo di no. Perché nessuno mi convincerà che le balle di monnezza campane sono improvvisamente diventate eco e si possono bruciare; o che sulle infrastrutture si deve essere favorevoli “per principio” (secondo me, si deve discutere volta per volta e nel merito) o che è sensato iniziare a inseguire ora i paesi che non lo hanno mai abbandonato, e appoggiare eventuali ipotesi di ritorno al nucleare. Eccetera.
–- Continua l’inseguimento di benpensanti e perbenisti su temi come il decoro e la sicurezza urbana, così come si era visto alla fine dell’estate. E io ho una idea più fluida, libertaria e perfino un po’ anarchica, di cosa sia una “buona” città… e questo (dopotutto) è argomento che maneggio tutti i giorni anche per “mestiere”.
Infine, se i riti del Pd sono quelli del video, mi sento un po’ male (è più forte di me). Mi viene in mente Giorgio Gaber. Questo Gaber. Ma anche questo.

Insomma. Purtroppo il nano vincerà di nuovo, e io non voglio buttare anche il mio voto nel calderone piddino: penso che prendere molti voti aiuterebbe quel progetto a crescere così come è nato e si sta sviluppando, cioè male. Nonostante l’assorbimento coatto dei radicali. Inoltre preferirei che non uscissero distrutte dal voto — da questa specie di bipartitismo di fatto — altre idee … del mondo. Un po’ più laiche e un po’ più di sinistra, per farla breve.

Per cui, in conclusione, sempre turandomi abbastanza tutti i buchi, cercando di dimenticarmi di alcune persone, passando sopra a tutto quello che non condivido nella proposta (e nel personale politico) di quelli che voterò: al Senato, il mio voto se lo prende la Sinistra Arcobaleno, nella speranza che il maledetto 8% lo prenda anche qui in Campania, e alla Camera, per pura testimonianza, se lo prendono i socialisti, nonostante che in Campania abbiano fatto una scelta demenziale sulle candidature (quasi certamente per motivi di bottega e squallidi). Però resta la speranza (anche qui) che questa cultura non sparisca dall’Italia, e poi il patto per la laicità non è male.

Lunedì sera, se il Cav. avrà vinto per un pugno di voti, forse morirò travolta dal senso di colpa, ma rischio lo stesso.
Poi, ancora dopo, forse (se i giochi si riapriranno almeno un po’), può darsi che si riesca a capire se la gente come me (che in fondo sogna solo un po’ di autogoverno della società) un angolino in una estremità del Pd ce lo può avere — come sarebbe normale — o se invece deve addirittura provare a trovarlo altrove.
Per ora, mi pare di poter dire con ragionevole certezza che il Pd ha scelto di volere i voti procurati da Di Pietro, e non quelli dei tipi come me, che probabilmente pensa di prendere comunque, sull’onda del ricatto psiconanico. Ma ai ricatti — si sa — non si deve cedere…

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Fatti miei: i giochini su dove sono Non si poteva fare, in effetti

2 commenti

  • 1. danilla  |  12 aprile 2008 alle 2:26 pm

    oh! un commentatore…
    :)
    scherzo, ma questo blog privato non ho il tempo di scriverci davvero, e quindi non entra nemmeno mai davvero in rete. Però prima o poi avrò più tempo…

    e cmq ti vado subito a leggere.

  • 2. Alessio  |  11 aprile 2008 alle 1:53 pm

    Hai detto bene, ai ricatti veltroniani non bisogna cedere! Hai espresso con meno parole e più chiarezza le stesse cose che ho scritto io stamattina!


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