Fiat lux

7 agosto 2008 at 3:06 pm 2 commenti

Lampioni - MarinelliA Cava dei Tirreni (Salerno) un ragazzo scrive al sindaco, per rivendicare un po’ di posto per l’amore, almeno dopo le 22. L’area dove si usa “appartarsi” — non solo per l’amore, si lamenta(va)no altri cittadini — è infatti destinata a diventare un parcheggio chiuso, automatizzato, dotato di videosorveglianza e affidato ad apposita società. Intanto, subito, ci va una nuova illuminazione pubblica.
Il figlio di Cava, allora — così si firma lo scrivente — invoca il primo cittadino perché si trovi una soluzione, anche di mediazione se serve. Per esempio, tenere i fari accesi fino alle 22 ma poi spegnerli, “per i giovani e onesti figli cavesi” .

“Ci ha tolto il parcheggio del distretto sanitario” — recita la lettera — “con quei fari accecanti ha fatto vincere quattro vecchie bigotte. Ma mi dica dove devono andare tutte quelle coppiette che con un solo gesto ha spazzato via come cani rognosi. Sì, perché quei fari dicono proprio questo: andate via cani rognosi. …
E cosa dobbiamo fare? Vergognarci dell’amore? Ma non parliamo solo dell’amore. Sa quanto costa un cinema? Sei euro a biglietto. Oggi con un dvd in macchina questi soldi si possono risparmiare. Lei è cresciuto con determinati ideali. Ideali del popolo. Ma con quel gesto è proprio il popolo più povero che va a colpire. Perché il ragazzo ricco una soluzione la trova sempre. Il povero invece, non può fare altro che scriverle una lettera come questa. … (Lei dovrebbe) ricordare il ’68, ricordare che lei ha avuto una speranza e una possibilità. Mentre a noi tocca solo un fascio di luce fredda e accecante”.

La questione degli spazi per l’amore (e magari anche per le trasgressioni) è tutt’altro che nuova. A puro titolo di esempio, guardate una versione perfino un po’ goliardica del tema, da Toritto (Bari). O queste finestre sul dibattito e sulla vita gay.
Non dico affatto che sia una questione semplice. Tuttavia non definirei la proposta del figlio di cava “alquanto bizzarra”, come fà la cronista di Repubblica che ho saccheggiato.
In fondo, giocare anche con il tempo — oltre che con gli spazi fisici, le luci, i recinti e così via — è un’idea tutt’altro che stupida e perfino contemplata in letteratura (come sa chi si occupa di politiche urbane o urbanistiche), fra le possibilità innovative.

Sempre che della città si abbia un’idea non troppo perbenista, ovviamente. Se si volesse tenere conto che certi “conflitti” sono inevitabili, ma forse anche gestibili in modi meno stupidi di altri, magari più standard e più (ab)usati.
Certo, si fa più fatica, e soprattutto di questi tempi significherebbe remare parecchio contro corrente. Però magari si avrebbero esiti meno effimeri (per la vita delle persone, dico) di quelli derivanti dalle iniziative che approdano al ritorno dei Pooh

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fonti
cronaca locale di Repubblica, 7 agosto 2008
per l’immagine: Maurizio Marinelli, Lampioni, che sta qui.

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Supersindaci Dubbi

2 commenti

  • 1. danilla  |  8 agosto 2008 alle 4:35 pm

    sì, c’è pure questo aspetto…

  • 2. Alessio  |  7 agosto 2008 alle 6:15 pm

    Senza considerare l’inquinamento luminoso di fari accesi inutilmente fino all’alba… uno spreco di energia incalcolabile, che ha l’unico scopo di rendere ancor più grigio il cielo e lo spirito della città.


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