Restano (conservatorisimi 1)

29 agosto 2008 at 12:16 pm 5 commenti

Al museo di Bolzano, la rana crocifissa. Che rimane al suo posto fino a quando chiuderà la mostra Sguardo periferico e corpo collettivo. E resta pure la direttrice.
A Venezia, il custode che aveva fermato la signora in niqab, ché non si licenziano gli stupidini, come dice il sindaco Cacciari. Con l’occasione, però, (“in fretta e furia”) la direttrice del Polo museale ha stabilito che ogni struttura avrà una stanza/”spazio a prova di privacy”, dove le islamiche a volto coperto dovranno farsi identificare da una custode.
In pratica il problema non esiste, probabilmente, ma chi sa che si fa se arriva un maschio, non-islamico, a volto coperto.

ps. La rana mi pare alquanto orribile, in verità, e l’adesione è tardiva, però non posso non fare il mio piccolo gesto nella campagna libertaria anti-papa lanciata da Malvino. Sicchè vi beccate pure la rana.

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Quando si dice la trasparenza Tornano (conservatorisimi 2)

5 commenti

  • 1. Coort  |  1 settembre 2008 alle 2:46 pm

    @federica
    Inesatto, la Lega non ha nulla a che fare con tutto ciò, chi ha fatto polemica è perchè voleva dare contro la Lega scatenando un’inutile polverone sul danno (se così si può chiamare, perchè non credo che lo sia) e non sulla soluzione, dimostrando solo ignoranza e non buonsenso.
    Non bisogna “mediare” sulla legge che purtroppo è chiara anche se va oltre l’intenzione del legislatore (forse si, forse no, dubito comunque potremmo accertarcene) con il buonsenso. E’ lo stesso motivo per cui non si media su chi ha bevuto un goccio di troppo anche se risulta “appena” sopra i limiti, o non andrebbe fatto, neppure dimostrando che si è in grado di guidare senza essere un pericolo per se stessi o altrui, è un limite fissato che non và oltrepassato (e vi posso personalmente gradirei molta più tolleranza a riguardo, ma bisogna accettare il fatto che il momento non lo permette).

  • 2. rana verde, uomo nero | due colonne taglio basso  |  29 agosto 2008 alle 10:37 pm

    […] del museo anche. Aderisco volentieri all’idea di Malvino, di cui apprendo attraverso Danilla. Lo faccio perché, pur comprendendo meglio le ragioni di Giulio Mozzi che quelle di Malvino, mi è […]

  • 3. federica  |  29 agosto 2008 alle 10:08 pm

    … e che la Lega c’entri o no è poco rilevante, secondo me: perché il clima all’interno del quale – legge o non legge – l’episodio si è reso possibile (e con questa risonanza, poi) è il clima che la Lega ha creato.
    Non da sola, d’accordo. Ma per prima.
    Ciao

  • 4. danilla  |  29 agosto 2008 alle 3:39 pm

    Sì Coort, che la regola ci sia — leggendo le paginate di ieri — credo che l’abbiamo capito tutti.
    Solo che, il più delle volte, uno si regola mixando le regole e il buon senso. Magari sbagliando… a volte evitando vespai un po’ inutili.

    A me, per es., la decisione “in fretta e furia ” della direttrice del polo non sembra per nulla stupida, come mediazione pratica fra una legge vecchia e i problemi nuovi creati dalla presenza di popolazioni e culture diverse nelle nostre città.

    La Lega, infine, può entrarci o non (non lo so), ma io comunque non l’ho proprio nonimata …

  • 5. Coort  |  29 agosto 2008 alle 2:49 pm

    A riguardo del velo, ricordo una legge del 1931 (tecnicamente un “Regio Decreto”) MAI abrogata che impedisce alle persone di girare mascherati in pubblico. E’ la legge, PUNTO, niente stupidini, niete disattenti, Cacciari si è soltanto dimostrato un ignorante così come molti altri che qui la Lega non ha proprio nulla cui spartire.


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[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

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[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

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