Feed (convivenza civile, creativa)

5 settembre 2008 at 1:14 pm 12 commenti

Leggendo un paio di post altrui, mi è venuta la curiosità di leggere integralmente le “Norme per la civile convivenza in città” escogitate a Firenze.
Così ora consiglio caldamente a tutti i cultori di ordinanze creative (ma pure a chi si occupa per mestiere o per diletto di vita urbana) una lettura almeno trasversale del lungo e articolato testo, di cui mi appunto qui alcune perle (ma meritano un’occhiata pure le “definizioni” della materia normata, art.2). I neretti sono miei.

Allora, dall’11 agosto, a Firenze è proibito “entrare o salire sui monumenti, … entrare anche parzialmente nelle vasche e nelle fontane o gettarvi o immergervi oggetti, tranne nei casi in cui la tradizione comune prevede di lanciarvi monete“. Proibito “altresì collocare, appoggiare, legare i velocipedi su: barriere di protezione di monumenti, altri elementi di arredo urbano qualora rechi intralcio alla circolazione pedonale e carrabile, altri manufatti prospicienti immobili di rilevante valore architettonico, salvo nei luoghi espressamente consentiti”. E poi, ovviamente, è proibito “sdraiarsi sul suolo pubblico, sui gradini dei monumenti e dei luoghi destinati al culto o alla memoria dei defunti tranne che nei casi previsti dalle singole ordinanze (chi sa in quali casi sarà previsto sdraiarsi nei cimiteri. ndr), sulle panchine, sulla soglia degli edifici prospicienti la pubblica via, ovvero bivaccare, mangiare, bere o dormire in forma palesemente indecente (a giudizio chi sa di chi. ndr) o occupando, con sacchetti o apparecchiature il suolo pubblico”.

Ma poiché davvero alla regolamentazione del Cioni nulla sfugge — né la vita fisiologica di individui, animali e pietre, né quella civile — è normato perfino il volantinaggio che, ove consentito, “può essere effettuato solo a persone fisiche”, mentre è vietato su veicoli in sosta, soglie e gradini di edifici prospicienti marciapiedi e aree pubbliche.

In compenso, forse, si possono “eseguire giuochi” (vedi post precedente) su suoli e aree pubbliche o di uso pubblico, ma sempre “con espresso divieto di recare pericolo a cose o persone” e fermo restando che “la Polizia Municipale può intervenire e impartire prescrizioni nell’interesse della sicurezza dei partecipanti, della collettività e per la tutela delle cose pubbliche e private”.
E poi si può fare pipì nei bar (se traduco correttamente “pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande“, anche senza consumare (e, ovviamente, non la si può fare per strada)

Credit. Le due foto (qui unificate) sono Destra e Sinistra, by Loungerie. Perchè — si sa — la preoccupazione per la sicurezza e il decoro è bipartisan …

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Riefficientamento Porco cane!

12 commenti

  • 1. danilla  |  6 dicembre 2008 alle 7:43 pm

    grazie a te/voi, Obvius, benché con ritardo… ma non venivo a casa mia da un bel po’…
    (troppo da fare nelle altre case comuni)

  • 2. obivius  |  5 novembre 2008 alle 2:15 am

    grazie Danilla! io e i miei compagni stiamo facendo un dossier sul “decreto sicurezza” e il tuo blog ci è stato d’aiuto per individuare i provvedimenti tragicomici del governo ^^.

  • 3. Non sempre l’erba del vicino… « Danilla  |  17 settembre 2008 alle 8:15 am

    […] di abitanti in città italiane dove cose analoghe sono all’odg oggi. E la somiglianza con il testo sistematico di Firenze mi sembra impressionante. Poi, ovviamente, sarebbe ancora più interessante capire gli esiti di […]

  • 4. danilla  |  15 settembre 2008 alle 8:50 am

    ma sì, giuro che non l’ho rifatto solo perché — come capita — una dice poi lo faccio, e invece si dimentica…
    lo faccio.
    anche la questione formato era solo un momento nostalgico, non ti preoccupe, poi anche per il mio incasinatissimo scaffale è tutta … salute!
    :)

  • 5. ubik  |  14 settembre 2008 alle 6:36 pm

    Ciao Danilla. Rifai l’abbonamento dai. Che di partecipazione dal basso ne parliamo ancora. Guarda che il nuovo formato ci lasciava perplessi un pò tutti , ma alla fine ne abbiamo guadagnato in agilità e anche in eleganza: provare per credere. A presto e buona domenica.

  • 6. danilla  |  10 settembre 2008 alle 3:00 am

    grazie mille Ubik. Anche il tuo blog è bello e Una Città è bellissima, anche se il formato grande era scomodissimo, ma fantastico (e magari è pure perciò che quest’anno, alla fine, mi sono dimenticata di rifare l’abbonamento, ma giuro che lo rifaccio).

    Poi sì, mi occupo più o meno di urbanistica e di politiche urbane anche nella vita, nel senso che insegno cose parenti e di tanto in tanto cerco di partecipare a qualche esperienza più o meno “dal basso” (non faccio il “progettista”, però).

    Cioni. Avevo letto delle aspirazioni. Che dire? Sì, bassa cucina, ma a vivere a Napoli — e a studiare politiche urbane — ci si abitua quasi a tutto …
    perfino ai cioni… :(

  • 7. ubik  |  9 settembre 2008 alle 7:00 pm

    Ciao, sono tornato perchè mi ero dimenticato di dirti che il tuo blog è estremamente interessante e stimolante. ti occupi di urbanistica in qualche modo?
    Per tornare alla questione di Firenze, è incredibile la commistione tra politica “alta” e quella “pecoreccia”. Sembra che Cioni, l’assessore autore di simili ordinanze lo stia facendo per convincere il suo partito a candidarlo alle prossime elezioni politiche e se il partito non si convince avrà -secondo lui- la gente. E i vigili infastiditi da tale operato lo stanno mettendo sulla graticola dimostrando l’assurdità delle norme. Mi dispiace che il ragionamento non voli tanto alto come tu hai proposto fin dall’inizio con il tuo commento. Trattasi di bassa cucina!!!
    A presto.

  • […] disponibilità a normare qualunque aspetto relazionale della vita umana (grazie, Danilla), voglio dire che questa formulazione dell’articolo 40 rende chiaro uno dei fenomeni più […]

  • 9. francesca  |  7 settembre 2008 alle 11:23 am

    è vero, altrove non dovrebbe appassionare…il tuo blog è interessante e poi io amo napoli…

  • 10. federica  |  7 settembre 2008 alle 1:26 am

    Sono impressionanti la diligenza, lo zelo, l’ostinata intenzione di sistematicità, l’assoluta incapacità di accettare il principio che esistano ambiti che si può – si deve? – asternersi dal normare.

    E non in ossequio al principio di una specie di capacità autoregolamentare – come dire? – ma solo perché la vita sfugge alle briglie, perché bisogna tenere aperta una porta all’imprevisto, bisogna dare a se stessi il tempo e il modo di vivere in ambiti implicitamente negoziali, e non necessariamente formalizzati da norme statiche e apodittiche.

    Ammazza che parole mi son venute a quest’ora.

  • 11. danilla  |  6 settembre 2008 alle 1:46 am

    Ubik,
    io sono molto più che sconcertata…
    Forse avrai visto che in questo posto sto raccogliendo esempi di follia ben distribuiti in lungo e in largo. Però il testo fiorentino mi pare di una “sistematicità” terribile.
    Al di là dei singoli punti, che fanno perfino ridere, a volte, è come se dentro ci si consolidasse un’idea di cosa deve essere una “buona città”. E quell’idea è quasi l’opposto della mia idea. Che magari è un po’ anarchica — lo ammetto — però è l’idea di un posto dove c’è vita, libertà e diversità (in senso ecologico).
    In fondo, come scriveva uno degli autori che ho studiato tanti anni fa (Kevin Lynch), io davvero penso che una buona città è una città che invita a mettere ordine più che essere ordinata…

    Qui invece viene fuori una città imbalsamata, dove in nome del decoro tutti si muovono in punta dei piedi, e regna quell’armonia (fittizia), di cui si parla nell’apertura.

    Insomma, io sono napoletana, e ogni tanto il desiderio della “pace senza morte” pure mi assale, però questa è la morte…

    Per non aprire il capitolo: da quale “parte” viene sistematizzata quell’idea.
    Perchè forse l’ipotesi orrenda di un mondo come immensa gated community sarà pure normale che piaccia a “destra”, ma altrove non dovrebbe così tanto appassionare.
    E non è solo inseguimento del potenziale elettorato, invece, temo. E’ proprio che questa sta diventando una “cultura” diffusa da tutte le parti…
    :(

  • 12. ubik  |  5 settembre 2008 alle 10:28 pm

    Ma tu che ne pensi? io rimango sconcertato dalle esagerazioni.


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[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

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