Ordinanze creative. Seconda serie

28 luglio 2009 at 5:28 pm

update 29 luglio (ieri non riuscivo a trovare il video).
Solo per dire: chi sa se da noi una situazione di questo tipo sarebbe ritenuta sufficientemente decorosa. E divertente.
Poi, ovviamente, anche lì c’è sempre qualcuno che non è d’accordo, ma questa è un’altra storia.

Mi pare di capire che l’estate sia la stagione preferita dai sindaci per sbizzarrirsi con le ordinanze. Forse perché, con il caldo, le persone stanno di più per strada, cioè nello spazio pubblico più elementare  che esista.
Anche quest’anno, quindi, è iniziata la sequenza.

Oggi sulla stampa si parla parecchio del nuovissimo corso inaugurato nella Bologna post Cofferati, dove vengono “salvate” le osterie, ma non i molti negozietti di immigrati (regolarissimi e con regolare licenza). A proposito dei quali, l’acutissimo Marzio Barbagli (sociologo, per chi non lo sapesse) fa notare però che “non c’è problema: come a New York e San Francisco, “sceglieranno cosa preferiscono vendere e poi sfrutteranno la loro disponibilità a stare sempre aperti, hanno altre frecce al loro arco, non solo gli alcolici”.

Poi ci sono i divieti di Pordenone. E in questo caso inviterei a leggere non solo la stampa, ma pure il testo completo dell’ ordinanza, veramente istruttivo (a parte l’italiano, ma quello si sa che è un optional) per quanto riguarda i fantasmi da combattere nell’Italia 2009. Oltre a bere alcol nei luoghi pubblici (fatti salvi quelli a ciò “deputati”) dalle ore 0.00 alle 24.00 di tutti i giorni, si vietano infatti lo stazionamento e l’assembramento di persone in una serie di posti. Però, non contento di ciò e nel caso sfortunato che il concetto di assembramento non fosse ben chiaro a tutti, il Sindaco ci tiene a precisare: “intendendosi tale la contemporanea presenza di due o più persone che — per gli elevati toni di voce, il comportamento aggressivo tra di loro e verso gli altri, il modo di fruire degli spazi pubblici tale da non consentire analoga fruizione da parte degli altri cittadini ovvero da indurli a non attraversare dette zone, quale ad esempio sedere sul selciato, imbrattare i muri ovvero lanciare bottiglie o altro materiale — risultino non consoni al decoro dell’ambiente e e alla pubblica decenza oppure possono arrecare disturbo e senso di insicurezza oltre che limitare la normale fruibilità degli spazi pubblici e privati da parte dei cittadini e dei residenti” (le sottolineature sono mie).

Dunque:
a
. Non è necessario che le persone siano tre. Due sono già un assembramento (almeno a Pordenone), ovviamente se le persone in questione non sono “come si deve”
b
. Sedere sul selciato è atto assolutamente sconsigliato (non solo a Pordenone, peraltro, altre città si erano già attivamente impegnate e ingegnate sul tema), soprattutto perché non consono al decoro e alla decenza (il decoro da tempo viene prima di OGNI altra cosa, si sa). E comunque per il fatto che la vista di gente seduta a terra può turbare gli altri. I quali altri potrebbero avvertire un senso di insicurezza (e tanto basta: la sicurezza, si sa, è questione di percezione) o addirittura decidere di non fruire di quella zona dove ci sono i seduti-sul-selciato.
c. Sempre questi altri, infine, possono essere cittadini oppure solo residenti (ovvero, direbbe il sindaco). E qui però l’ordinanza diventa più vaga e nessuno ci informa con precisione su chi siano i cittadini non-residenti che non è chiaro neppure se al Sindaco stiano più o meno a cuore dei cittadini (anche non residenti? votanti?).

::

ps. Evidentemente, da un altro punto di vista, ci si può pure domandare se fare una rissa, urlando e magari lanciandosi bottiglie “o altro materiale”, non sia già vietato dalle leggi ordinarie, e dovunque (anche senza ordinanze). Io pensavo di sì. Ma forse mi sbagliavo.

pps. Mi scuso con eventuali lettori che siano anche miei  amici Facebook, i quali avranno già letto questo testo, concepito inizialmente lì dentro,  come una nota. Però mi sembrava che valesse la pena di proseguire il discorso in questo posto, dove già sono state censite altre notevoli ordinanze dell’anno scorso.

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Ma l’amore no The Sound of Silence (gente in cerca di)


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[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

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[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

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[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

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