Posts tagged ‘autodeterminazione’

Uno/a almeno ci prova …

Si può aderire alla campagna  Fammi scegliere.
In fondo, non esiste solo il palazzo…  E in passato — proprio sulle questioni che riguardano la vita (quella vera) — quello che tante persone (donne) pensavano, alla fine, ha contato.

12 febbraio 2009 at 6:39 pm

Il dopo Eluana è già iniziato

“Il giorno prima di spegnersi, signor ministro Sacconi, mio padre non ha più voluto nemmeno l’omogeneizzato. Sì, signor ministro, l’omogeneizzato. Perché era ormai il solo alimento che riusciva a farsi strada in quel che restava del suo stomaco. Ma gli faceva troppo male, la pancia, per pensare di aggiungere altro peso, altra sofferenza. Ha allontanato la bocca dal cucchiaio con un gesto di disgusto, e mi ha chiesto di fargli la barba. Come suo padre aveva fatto con lui trent’anni prima.
E io? Io ho deposto il vasetto, signor ministro, consapevole che mio padre non si sarebbe alimentato. Ho preparato la crema (ridicolo no? Forse era l’ultimo a farsi la barba con il tubetto e il pennello) mescolandola pazientemente con l’acqua e ho cambiato la lametta al rasoio. Poi, in pochi interminabili minuti, ho fatto la cosa più difficile di tutta la mia vita”.

Marco Cattaneo, Riposo, soldato Sacconi

Sono certa, tuttavia, che il racconto assolutamente umano di Cattaneo — come quelli dei molti lettori che stanno commentando il suo post e condividendo la sua autodenuncia — al soldato Sacconi (ove mai leggesse) deve sembrare arabo.

Oggi (10 febbraio), in ogni caso, il ministro non ha affatto smesso di stare all’erta e ha regolarmente svolto la sua parte iperattiva nel dibattito in Senato,  chiuso dal voto favorevole alla mozione della maggioranza.

In attesa della legge sul testamento biologico, dunque — e “nella piena convinzione che nel nostro Paese nessuno debba più morire di fame e di sete“, come recita la premessa — il Senato ha impegnato il governo “a garantire che l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere negate da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi’‘.

E a me pare che le parole di quel testo, peraltro accuratamente modificato, siano una promessa minacciosa. Che disegna per la legge che verrà un campo di azione tale da  non garantire a nessuno di noi  la libertà di scegliere forme di cura, o di non-cura,  per noi stessi e/o per i nostri cari.

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update 11 febbraio. Nel nutrito dibattito sul post citato emerge, a un certo punto, un nodo classico, del tipo vizi privati/pubbliche virtù. Vedere in particolare l’intervento di maurizio (iniziale minuscola, commento dell’11 febbraio 2009) e la risposta di Marco Cattaneo.


11 febbraio 2009 at 2:33 am


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[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

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[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

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[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

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