Posts tagged ‘città’

BagnoliPassata

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Post lungo, e forse  noioso, da saltare tranquillamente
se non si coltivano fissazioni urbanistico-bagnolesi

Il mio amico Norberto Gallo pubblica oggi una interessante intervista al presidente della commissione urbanistica del Comune di Napoli,  Carlo Iannello, sul tema eterno del futuro di Bagnoli. In particolare, sul futuro verso cui avviare BagnoliFutura, la società di trasformazione urbana (Stu) che da molti anni dovrebbe promuovere e accompagnare la trasformazione dell’ex area industriale Ilva in “un unico, vasto territorio a bassa densità … un grande spazio urbano per il sapere e il loisir … simbolo della riproposizione di Napoli città metropolitana sulla scena politica ed economica internazionale”, come recita il piano urbanistico fin dalla prima metà degli anni ’90.

un omnibus a Napoli (figurina liebig)

A Napoli, a volte, anzi spesso, sembra che tutto riparta ogni volta dall’anno zero, con buona pace di Massimo Troisi.  E dunque nel dibattito sul tema – riaperto di recente a causa delle difficoltà finanziarie della Stu e della conseguente proposta (già decaduta) di trasformarla in una Stu-Omnibus (qualunque cosa sia l’oggetto indicato con questo termine) incaricata di operare addirittura su tutto il territorio cittadino – sembriamo  del tutto dimentichi delle vicende passate.
Ora, è probabile che a me manchi qualche informazione dettagliata sugli anni più recenti, visto che ho invece approfondito di più le evoluzioni della vicenda proprie degli anni ’90 e dei primi anni 2000), ma le cose che dice Iannello mi procurano non pochi interrogativi che proverei ad esplicitare di seguito. Cercando di essere solo ragionevolmente lunga e chiedendo scusa in anticipo a Iannello, con cui dissento ma che utilizzo qui (per comodità)  come bersaglio anche quando tiro in ballo cose delle quali non credo sia responsabile personalmente. (altro…)

29 settembre 2012 at 7:08 pm

Fiuto?

Napoli cambia. Chi ha fiuto è già qui.
Così, nella sua pagina pubblica su Facebook, ieri pomeriggio*,  Marco Esposito – assessore al commercio e alle attività produttive nell’attuale governo cittadino e un tempo (quello ormai lontano della candidatura a sindaco di Marco Rossi-Doria)  mio compagno di avventura politica – in riferimento al nuovo spot della Coca Cola. (altro…)

11 settembre 2012 at 5:23 pm

“la Lepore” su Scampia :-)

Felice Pignataro Copio-incollo l’intervista su Repubblica di oggi. Non è “fondamentale” come ha detto qualche mio amico, ma anche all’understatement (e alla riproduzione riservata) c’è un limite.

Con l’occasione, onore a Roberto Fuccillo che è riuscito a mettere nello spazio che aveva pressoché tutto quello che gli avevo rovesciato addosso senza stravolgere il mio pensiero.  E pure al titolista, ché “la Lepore” è meraviglioso (per chi mi conosce).
Mi fa un immenso piacere anche scoprire di essere d’accordo con Gabriele Mazzacca (update 8/9: che ora potete leggere nella versione più articolata  qui).

::

Crediti.  L’immagine di Felice Pignataro viene da qui.

:: (altro…)

7 settembre 2012 at 9:35 am

Comprare lo spazio comune

una famiglia di Christiania“L’idea che si possa comprare lo spazio di una comune, come è successo a Christiania, non è poi tanto strana perché non è certo la proprietà che fa scandalo al pensiero libertario:  questa può essere un mezzo, individuale o collettivo da usare in maniera intelligente.  Così le varie occupazioni italiane, dal Teatro Valle al Teatro Garibaldi a Palermo, potrebbero riflettere sul fatto che si può andare oltre il “volontarismo” delle occupazioni e il loro carattere rivendicativo. I Teatri, i Palazzi, le città si possono gestire in maniera differente, usando l’economia creativa, inventandosi modi di produrre e di lavorare che siano strutture ed istituzioni diverse ed egualitarie”.   …  I soldi sono il diavolo solo per i dogmatici, ma per tutti gli altri sono uno strumento con cui costituire la reciprocità e la socialità”.

A non scandalizzarsi è Franco La Cecla, nell’articolo che accompagna il lungo reportage (parecchio stupido, in verità)  sulla sconfitta di Christiania acquistata dagli ex-occupanti, pubblicato oggi da Repubblica.
La notizia non è proprio nuova, in effetti, e googlando non sono riuscita bene a capire se ci sono ulteriori novità che abbiano offerto lo spunto per il reportage in questione.  Forse la firma della transazione?
Non importa. Il tema è interessante e meriterebbe un trattamento un po’ meno banale,  che non riduca quello che sta avvenendo all’imborghesimento degli hippy, e alla solita gendrification (sic).

Come al solito (per le cose che mi interessano), il tutto non è online per cui copio-incollo sotto (poi magari sostituiamo con l’archivio).   La foto invece viene da qui (non c’è l’autore ma il pezzo è di Marta Ghelma).
(altro…)

14 agosto 2012 at 2:50 pm

The Sound of Silence (gente in cerca di)

Essendo la soprascritta una solitaria, e per giunta ormai avviata verso una (onorevole)  mezza età — piccolo borghese e malmostosa qb —  sarei perfino pronta a capire l’esasperazione di Aldo Grasso.
Però mi chiedo:  possibile che fra gli opinionisti non ce ne sia mai nemmeno uno che sia un po’ amante del casino urbano?

londra2006 clerkenwell - urban oasis

ps. Per non parlare del fastidio di altri  insospettabili opinionisti per il casino vacanziero (per di più straniero e nordico).

2 agosto 2009 at 6:09 pm

Lookautarchia

lunica-ammessaNon ho tempo, ma la trovata di Lucca andrebbe approfondita oltre il solo appunto che è tutto quanto posso consentirmi al momento.
Il fatto è il  divieto di ristorante etnico in centro storico (in periferia, invece, ognuno  fa  come c…o gli pare) contenuto in un nuovo regolamento comunale.  Prima vittima prevista,  il kebab, ma la cosa minaccia tutti i cibi non-italiani (o forse non-lucchesi).

Per me, avrei inserito subito e a pienissimo titolo nella serie ordinanze pazze, pur non essendo il provvedimento esattamente un’ordinanza. Perché pare di capire che siamo alle solite (quasi): compresa la richiesta ai gestori di locali di vigilare sul comportamento degli avventori.
Vedo però che perfino Gilioli —  di norma lontano da approcci perbenisti-decoristi — riflette,  e documenta il dibattito in atto con molti link  (due volte grazie, da quiggiù la notizia mi era sfuggita!), ricevendo molti commenti.
Leggendo il tutto, allora, mi pare che il caso —  in realtà — metta in evidenza l’esistenza  di una malattia più latente ma forse addirittura più grave di quelle  prodotte dal solo virus del decoro,   innescata dal ben più pericoloso virus della identità (locale, urbana).

Se si guarda la cosa così,  infatti, non è più solo questione di cibi, odori, affollamenti, arredi, egoismi commerciali, razzismi  e quant’altro —  nonostante le apparenze — ma si va a finire ai luoghi comuni (in tutti i sensi) e quindi alle  idee di (buona) città.  Quasi direttamente.
E lì, come si sa, sono cavoli (non necessariamente neri) …

27 gennaio 2009 at 4:20 pm

Bravo!

paris2005_sera2Quando il decoro non è tutto (pure le politiche simboliche possono tornare … utili).

E quando  i siti istituzionali provano a essere accessibili,  a fornire qualche info e perfino a essere di supporto per le interazioni tra  governo locale e cittadinanza.
::

ps.  Il titolo va letto alla francese.
pps. Certamente sono preda del solito effetto erba del vicino, per giunta estero.  Tuttavia  …
ppps. Per il decoro, la Mairie de Paris è su Flickr
_______________________ >;-)

10 gennaio 2009 at 6:04 pm

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La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

planners (e altri esperti)

A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

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25 settembre 1950
Caro Frank, ... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

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