Posts tagged ‘igiene’

La dernière bêtise (à la mode de chez nous)

L’espressione francese rende meglio l’idea, visto che ormai siamo oltre le normali ordinanze pazze e/o creative.
Il luogo è Favara (Agrigento).  L’oggetto è il linguaggio del corpo abitualmente utilizzato in caso di funerali.  Il risultato dell’ennesima ordinanza di un sindaco è che sarà proibito condividere il lutto e il dolore in modo fisico.
Però c’è tempo fino al 10 dicembre per adeguarsi alla nuova regolazione dei sentimenti.

Che poi  il riferimento alle bestie mi pare consono a questo ultimo effetto della doppia, o magari tripla,  sindrome da decoro/sicurezza + ‘influenza suina.

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29 novembre 2009 at 11:48 am 1 commento

Eccolo. Arriva pure il divieto di piercing

Lo hanno fatto davvero. Di vietare alcuni piercing (a genitali, capezzoli e palpebre). E giacché c’erano, anche i tatuaggi estesi a tutto il corpo.
A Bologna, come si vociferava già quest’estate.  Però sulla lingua si può.

Grazie a Piovono rane, donde anche il link al Carlino. Che qui mi sono un po’ distratta e non ho tutto il tempo che servirebbe per seguire la situazione creatività (proibizionista).

Che poi in effetti, se googlate un po’, capite che la questione piercing non è così recente. Ci stavano lavorando perfino prima che arrivasse l’incentivo (diciamo così) dei superpoteri…

Update subito
Con l’occasione (era un po’ che non visitavo Ordinanza pazza e ho fatto un giretto), un avviso.  E’ in arrivo anche la multa per muri sporchi.
A Milano (però devono controllare che sia compatibile con le leggi esistenti obbligare i condomini a ripulire dai graffiti).

26 settembre 2008 at 3:18 pm

All’armi, siam condòmini!

Vodpod videos no longer available.

Crossposto un po’, anche oggi, ché ho bisogno d’aria, ma il tema è assolutamente da sviluppare. Dicevo anche di là — e ho messo in rassegna stampa l’articolo di Repubblica che mi aveva colpito — che forse siamo pronti per la sindrome NIMBF, di mia invenzione: Not In My Block of Flats.
Perché mi pare che potrebbe partire la guerra alle prostitute non più solo per le strade, ma anche nelle case.  E non più solo da parte di sindaci sceriffi e assessori creativi (+ Carfagna, ovviamente), ma anche da parte di tanti singoli cittadini e famiglie (+ solerti amministratori di condominio).  Facendo leva — se capisco bene l’appello e gli annunci di Confedilizia e Uppi — sui peggiori sentimenti che spesso proliferano in quei luoghi abbastanza claustrofobici che sono i condominii (salvo i rari casi di vicinati solidali, magari nati da buone pratiche varie).
Dove è già da tempo vietato giocare, fare chiasso, mettere le tapparelle diverse dagli altri eccetera, dove le nuove leggi ora proteggono pure dagli immigrati clandestini (e dai volantini pubblicitari) e dove (sempre ora) qualcuno chiede ancora più leggi, per proteggersi pure dalle vicine puttane (quelle professionali, ché le altre c’è poco da fare).

Dunque, detto in altro modo, dopo l’attacco agli spazi pubblici, inizia l’attacco agli spazi collettivi anche se privati. O proprio perché privati. Fate voi…
Una vera meraviglia!

20 settembre 2008 at 3:49 pm

Non sempre l’erba del vicino…

forat de la vergonya (da Flickr - Sinsistema)“Ecco alcune delle ordinanze municipali ‘per incentivare e garantire la convivenza nello spazio pubblico di Barcellona’. Questi regolamenti sono stati approvati il 23 dicembre 2005 dall’ amministrazione di centrosinistra che da più di vent’anni governa la città e hanno provocato contestazioni e manifestazioni di protesta soprattutto nelle strade del centro storico in cui sono state applicate con maggiore rigidità”.

Inizia così un trafiletto sull’ultimo numero di Napoli-Monitor, un’interessante rivista mensile pubblicata nella mia città, che purtroppo non ha (ancora?) un sito web (ma un po’ viene descritta qui, dopo l’immagine fuori misura).
Il resto del trafiletto lo riassumo un po’, ché sto copiando a mano e non copia-incollando, e lo riordino in funzione della entità delle multe previste. (altro…)

16 settembre 2008 at 5:16 pm 2 commenti

Chic (but not so cheap)

massaggio facciale Dice che le signore (soprattutto) non sono troppo contente per le urgenti misure anti-massaggio (ovvero anti-stranieri) del ministero del Welfare. Così, dal Forte (dei Marmi ovviamente) a Capri, un po’ si prosegue nell’illegalità e un po’ gli stabilimenti si attrezzano con “professionisti”, per non scontentare i clienti (che notoriamente hanno sempre ragione).

E vivranno tutti felici e contenti, esclusi precedenti massaggiatori/trici più (o meno) esotici, che avranno più difficoltà di prima a sbarcare il lunario. Però l’igiene è garantita.
Ché questo è davvero il bel paese, come si ricordava l’Independent nell’articolo di cui al post qui sotto (e poi forse non è tanto un buon paese, ma pare che a molti non importi più di tanto).

per la serie: tutto diventa una barzelletta, qui, perfino i divieti odiosi
recupero puntate. La notizia originaria l’avevamo discussa qualche post fa.

21 agosto 2008 at 2:04 pm

Altri divieti, anche esteri, e poi permessi

In effetti, sospetto che in alcuni degli articoli che si leggono in questi giorni sui divieti creativi si faccia un po’ di confusione (a vantaggio del folklore) tra fesserie (e illibertà) nuove e vecchie.
Il divieto di sedersi sulle scale in piazza a Capri c’è da tempo immemorabile (anche quello di girare in costume o comunque abbigliati in modo poco consono), e così immagino sia per altri divieti anti-rumore, d solito elaborati pro-residenti estivi e turisti.
Anche oggi, comunque, la lista si arricchisce. In particolare, segnalerei due new entry.
Eraclea (Venezia), dove è vietato raccogliere conchiglie, portare via la sabbia (multa da 25 euro a 250) e pure fare castelli di sabbia e buche. Cioè, in sostanza, sono riusciti a proibire di essere bambini.
E Bologna, dove si vieta (anche) di farsi un piercing «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse». Sanzione ancora da stabilire (questa quindi è certamente nuova).

* * *

Il culto dei turisti (anche un po’… scemi, all’occorrenza, non è che c’è bisogno di essere il mitico Paul Bowles per girare senza distruggere il mondo degli altri) sembra dilagare ovunque, in verità: Italia o estero. O almeno così mi viene di pensare a leggere del tentativo della ministra marocchina (ex femminista, ex comunista) di abbassare il volume dei muezzin.
Nonostante che — se valutati in decibel — siano meno invasivi di clacson, sveglie, aspirapolvere e frullatori.

clicca per andare all'originale

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* * *

Sul fronte del nuovo “permissivismo-liberista“, invece, si segnala il nostro nordico ministro dell’agricoltura. Che si predispone ad appoggiare la proposta di due parlamentari della Lega a favore della grappa fatta in casa. Ché bisogna smetterla di fare gli ipocriti, e poi nessuno è mai morto di grappa casareccia.
L’articolo di Repubblica non è online, poi magari domani lo linko dall’archivio. Però c’è quello della Tribuna di Treviso (senza esternazioni del ministro Zaia, tuttavia).

divagazione semi-pertinente: Toti Scialoja (avvistato via Bartezzaghi)
aggiornamento promesso: l’articolo di Repubblica.

14 agosto 2008 at 2:59 pm 1 commento

Piccole creatività crescono

sidro_ un bicchiere due cannucce Federica Sgaggio, l’altro giorno, ha letto da qualche parte di una multa al suonatore trovato a esibirsi per strada senza «regolare autorizzazione». Stanotte, invece, mi è capitato di imbattermi (Corriere del Mezzogiorno) nella strepitosa notizia del divieto di servire drink a litro, da consumare a società. In quel di Bacoli.
La ragione (si fa per dire) dell’ordinanza non è l’alcol, questa volta, ma il “concreto rischio di infezioni”, per “l’inevitabile riflusso dei liquidi attinti”. Insomma, per il fatto che dalla cannuccia capita pure di sputacchiare un po’ dentro il drink.
In verità, non so se la cosa fa parte delle ordinanze creative in senso stretto (suppongo di sì), però direi che il sindaco Coppola può comunque concorrere alla gara, aggiungere il suo nome all’albo e godersi il suo momento di gloria.
Ancora, mi chiedo se — senza cannuccia — bere-insieme si può, ché anche il tocco della labbra, non si sa che problemi igienici potrebbe produrre … Anzi, forse per sicurezza, sarebbe meglio un mondo tutto di monouso. Peccato che, dal punto di vista dei rifiuti, fanno più problema.

Poi ci sono le cose più serie: a Parma.

credit. Il poster del sidro, ma orginariamente qui.
update-link:l’ordinanza bacolese (via cortile/Leoblog). “Considerato … si appalesa la necessità di vietare tale fenomeno”, ovvero di attingere con lunghe cannule alla stessa fonte.

13 agosto 2008 at 11:39 am 3 commenti

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La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

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A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

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[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

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