Posts tagged ‘italia vista da fuori’

Il racconto del conto

Di solito non lo faccio con i post, ma questo di Totentanz va semplicemente letto.

2 settembre 2008 at 3:14 pm 3 commenti

WARNING! Dove c’è gusto, ora c’è la multa

turista con piccioni a Venezia […] Si è data ai sindaci carta bianca per scrivere leggi dedicate alle loro particolari fissazioni in materia di sicurezza. Il risultato è una tempesta di nuove ordinanze e regole che minacciano di trasformare il bel paese nel più grande di tutti gli stati-tata.
L’incauto straniero rischia forti sanzioni per il fatto di fare cose che sono perfettamente legali dovunque, nel mondo, fatta eccezione per la specifica città dove egli si trova. […]

E’ la mia traduzione libera di un pezzetto dell’articolo sulla nuova abilità italiana di vietare tutto ciò che sia divertente, che compare oggi sull’Independent (e viene ripreso da Repubblica). Perfettamente condivisibile e tutt’altro che miope, direi. Estivo, leggero, un po’ irridente (o è una mia proiezione?), ma i punti cruciali mi pare che vengano colti correttamente: lo spazio concesso alle fisse dei sindaci, i modi diversi con cui vengono trattati comportamenti uguali (e peraltro dovunque normalmente ammessi) in un posto e in un altro, i rischi di uno stato iperprotettivo, paternalista: tata (o forse madre, mediterranea).

Insomma, raddoppio il commento originato ieri da Sofri-piccolo+Serra-sull’amaca (dall’altra parte), e insisto: che la stampa straniera parli di noi non è affatto male. E che, da qui, ci si faccia una qualche attenzione, sarà pure provinciale (a volte) ma molto più spesso è utile.
Ché nel mondo della coppia Ripa di Meana al Pincio, o di quell’altra coppia di cui al post sotto, se ne fregano. E hanno ragione.

credit. La foto intera, di rachie5.

17 agosto 2008 at 3:09 pm 3 commenti


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La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

planners (e altri esperti)

A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

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25 settembre 1950
Caro Frank, ... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

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