Posts tagged ‘perbenismi’

Atti vietati

Non so più via chi, nel giro consueto tra gli amici Facebook, stamattina avevo avvistato questa notizia: l’ennesima lista di cose vietate negli spazi pubblici (compreso stendere il bucato), inventata, questa volta, da Misano Gera d’Adda, piccolo comune del bergamasco.  Per contorno, il divieto istituito da Romano di Lombardia, valido perfino negli spazi privati:  no agli acquari “sferici o aventi pareti curve”.
Per prima cosa ho pensato che sono sempre più ridicoli.
Poi mi è venuta la curiosità di capire se lo strumento utilizzato per vietare era ancora quello dell’ordinanza e qui la scoperta.

panni stesi

Non siamo più all’ordinanza creativa, l’originalità è penetrata nei regolamenti e quindi, presumo, la follia non è  da attribuire ai soli sindaci – magari in cerca di visibilità – ma è più diffusa. Se non altro nel ceto politico che quei regolamenti li vota e forse anche fra tanti cittadini.

A Misano il divieto di  “esporre o stendere coperte, lenzuola, panni, biancheria, vestiti e similari sulle facciate di edifici confinanti con aree pubbliche” si trova, insieme con  molti altri, nel Regolamento di polizia urbana recentemente modificato e ora entrato in vigore.
Leggere in particolare il capo VI  e spaventarsi.
A iniziare dal titolo del suddetto capo che suona, senza mezzi termini,  Atti vietati. (altro…)

12 agosto 2012 at 7:33 pm

The Sound of Silence (gente in cerca di)

Essendo la soprascritta una solitaria, e per giunta ormai avviata verso una (onorevole)  mezza età — piccolo borghese e malmostosa qb —  sarei perfino pronta a capire l’esasperazione di Aldo Grasso.
Però mi chiedo:  possibile che fra gli opinionisti non ce ne sia mai nemmeno uno che sia un po’ amante del casino urbano?

londra2006 clerkenwell - urban oasis

ps. Per non parlare del fastidio di altri  insospettabili opinionisti per il casino vacanziero (per di più straniero e nordico).

2 agosto 2009 at 6:09 pm

Ma l’amore no

Avesse cominciato ora, non avremmo uno dei suoi principali successi.
Chè gli abitanti di Posillipo non ne possono più delle auto in-sosta-con-amanti che turbano la quiete e (sopratutto) il decoro, e poi sporcano.
Anzi, diciamo che alle coppie dell’altra sera gli è andata pure bene: in assenza di giornali a garantire la privacy, ci sarebbe stata materia pure per i canonici atti osceni in luogo pubblico, ma gli agenti sono stati comprensivi.

::

via Repubblica – Napoli, Corriere del Mezzogiorno

25 luglio 2009 at 9:01 pm

Caos calmo

Il responsabile della Cei per la pastorale giovanile trova che la discussa scena di sesso del film di (con, veramente) Moretti sia disdicevole, e si stupisce che “Nanni e Isabella” si siano prestati “a fare l’amore in piedi, vestiti, e senza guardarsi in faccia”.
Poi, non contento di essere entrato (anche) nel merito delle posizioni amorose più o meno consone — ma forse è il caso di dire più canoniche — aggiunge che
sarebbe bello se “qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive”. Infine, confessa che vorrebbe contare sulla passione educativa, sempre dei suddetti Nanni e Isabella.

Il film non lo ho ancora visto, ma il libro di Veronesi invece l’ho letto, e con grande piacere.

Mi permetterei pertanto di suggerire ai custodi (peraltro non richiesti) delle nostre condotte che — se proprio vogliono discutere di tentazioni — potrebbero esserci altre scene del film, magari meno esplicite, ma tuttavia ad alto potenziale erotico.
Almeno nel racconto, per esempio, quella che nel video qui sopra si sta per girare è abbastanza … intrigante.
Come potreste verificare (se non avete letto il libro) anche ascoltando il primo capitolo, letto da Veronesi medesimo (scaricabile qui).

12 febbraio 2008 at 8:01 pm


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La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

planners (e altri esperti)

A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

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25 settembre 1950
Caro Frank, ... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

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