Posts tagged ‘pubblicità’

Fiuto?

Napoli cambia. Chi ha fiuto è già qui.
Così, nella sua pagina pubblica su Facebook, ieri pomeriggio*,  Marco Esposito – assessore al commercio e alle attività produttive nell’attuale governo cittadino e un tempo (quello ormai lontano della candidatura a sindaco di Marco Rossi-Doria)  mio compagno di avventura politica – in riferimento al nuovo spot della Coca Cola. (altro…)

Annunci

11 settembre 2012 at 5:23 pm

Io faccio l’autarchico. E io di più

Forse ha ragione Rodolfo. Forse il sindaco di Caorle (Venezia), Marco Sarto, ha davvero avuto un’illuminazione e riuscirà a farsi pubblicità a costo zero, sull’onda del marchio dei marchi. E magari ci sarà davvero qualcuno a cui farà piacere un bel Chinotto (niente birra!) “nel posto più chiacchierato del momento, nella spiaggia che si è opposta al gigante planetario”.

Sia come sia, intanto, il caso di Caorle oggi è approdato agli onori della cronaca nazionale (Corsera) grazie alla guerra dichiarata alla CocaCola dal primo cittadino. Che non è nemmeno leghista:  ora è a capo di una lista civica di centrodestra, ma nel primo mandato fu di centrosinistra.
La causa della guerra è l’ultimo spot della coca.  Quello da tempi di crisi, con Giulia che preferisce il ragù di mammà e addirittura la cena a casa e la partita a carte a varie mondanità ed esotismi. Il quale spot, dunque, arrecherebbe seri danni  al turismo italico, o veneto: non saprei.
Lo metto sotto, ove mai vi fosse sfuggito.

Però magari togliete l’audio originale e sostituitelo con la versione toscana registrata da Rublosky (che ho trovato qui), anche se è un po’ più lunga.

24 maggio 2009 at 9:51 am

Those were innocent times

Leggevo questo articolo (e questo) sul nuovo scandalo manifesti in quel di Napoli.
In effetti, nelle foto che accompagnano la notizia, il poster sotto accusa non si vede mai benissimo,  ma si riesce comunque a capire che l’oggetto incriminato è abbastanza brutto. Il che, tuttavia, non mi sembra una ragione sufficiente per consideralo istigazione alla pedofilia e — dunque — chiederne la rimozione.  Anche se il sindaco di Napoli è già scesa in campo, proprio come era avvenuto qualche mese fa per una discussa pubblicità di moda, che qualcuno ha ritenuto offensiva per le donne e/o per il Brasile, rimossa prontamente-ma-non-tanto dai muri della città.coppertone_1958_particolare

Procedendo per  associazioni di idee, e superata la rabbia che sempre mi provocano le censure  (per di più stupide),  la notizia mi ha fatto tornare alla memoria una famosa  pubblicità del Coppertone di quando ero bambina.
Se vince  il bacchettonismo un po’ paranoico  di oggi — pensavo — quella pubblicità diventa un vero cimelio:  nulla del genere potrà più comparire sui nostri muri.  Così mi sono messa a cercare una immagine di quel famoso culetto scoperto da un cucciolo birbante (da mettere in archivio) e ne ho trovate varie versioni.  Alcune delle quali sono in questo vecchio post di un blog canadese, dove si confrontano versioni antiche e più recenti di quella pubblicità.

Non saprei dire se le note di Blork valgono anche per altri paesi compreso il nostro,  ma certo è alquanto impressionante notare che  il divertente culetto, originariamente ben visibile,  progressivamente è stato ricoperto e  cancellato.
Prima riducendo la visibilità del sedere a una condizione molto simile a quella indotta  dalla diffusione dei jeans a vita bassa, poi addirittura con la trasformazione del sedere in una irreale sporgenza  mono-natica.

::

Credit (e altre curiosità).  La versione dell’ad utilizzata qui (1958) viene da questo sito. Mentre  nella dida a quest’altra versione (1959)  si discute ancora di trasformazioni della grafica, ma relative al colore delle parti esposte al sole e dunque legate alla preoccupazione crescente per i rischi connessi all’abbronzatura e non per la pedofilia.
La bambina, poi, è a sua volta una sostituzione.  Per ragioni di correctness, ché in origine lo slogan (Don’t Be a paleface) era associata all’immagine di un indiano.

8 maggio 2009 at 2:56 pm 2 commenti


OCCHIO AI COOKIES

Nel rispetto del provvedimento del garante per la protezione dei dati personali (8 maggio 2014) si avvisa che questo blog o gli strumenti terzi da esso utilizzati si servono di cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Come per tutti i blog wordpress.com, la gestione della privacy e dei cookie è curata da Automattic (la società che gestisce la piattaforma) secondo questa policy. Proseguendo la navigazione dai il tuo consenso all'uso dei cookie. Puoi disattivare i cookie direttamente dal tuo browser, come si spiega qui. Per altri approfondimenti sulla cosiddetta Cookie Law, qui.

calendario

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Mag    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

vai per mese

città

La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

planners (e altri esperti)

A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

proto-Amazon

25 settembre 1950
Caro Frank, ... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

people sitting

     un gruppo di Flickr che mi piace
People sitting - Flickriver
___
     oppure, direttamente al gruppo
     cioè pool, e discussioni
     (pure lì, ma non a parole)

prove di foto, su Flickr

facebook

se sei su Facebook,
il diario (orrore!) di danilla .
però essere amici
non è obbligatorio

link vari. con qualche ordine
in costruzione + o -sempre
al momento pochissimo aggiornato,
ché gli amici crescono, e il tempo no

aggregatori

nessuno, al momento

pagine (come nella barra)

cose + o – utili

Questo blog non è una testata giornalistica, viene evidentemente aggiornato senza alcuna periodicità e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62/2001.
Le immagini utilizzate sono personali, di dominio pubblico o coperte da licenze Creative Commons.
Se trovate immagini che violano diritti d'autore, segnalatelo e Danilla provvederà alla pronta rimozione.

Per il resto, i contenuti s'intendono pubblicati sotto la Licenza Creative Commons by-nc-sa /3.0.
Ove mai ne abbiate voglia, potete quindi liberamente citare e riutilizzare cose: non per scopi commerciali, citando l'autore e condividendo i risultati allo stesso modo.

Creative Commons LicensePer altre info, cliccare sulla figurina qui a lato.

contatti: danillawp/@/gmail.com

avvistati

  • 15,747 passanti

cause, anche perse / campagne / cose a cui tengo / eccetera

testamento biologico

logo fammi scegliere

"Siamo convinti, al di là degli steccati ideologici, che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro.
E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana".