Posts tagged ‘romanzi’

Caos calmo

Il responsabile della Cei per la pastorale giovanile trova che la discussa scena di sesso del film di (con, veramente) Moretti sia disdicevole, e si stupisce che “Nanni e Isabella” si siano prestati “a fare l’amore in piedi, vestiti, e senza guardarsi in faccia”.
Poi, non contento di essere entrato (anche) nel merito delle posizioni amorose più o meno consone — ma forse è il caso di dire più canoniche — aggiunge che
sarebbe bello se “qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive”. Infine, confessa che vorrebbe contare sulla passione educativa, sempre dei suddetti Nanni e Isabella.

Il film non lo ho ancora visto, ma il libro di Veronesi invece l’ho letto, e con grande piacere.

Mi permetterei pertanto di suggerire ai custodi (peraltro non richiesti) delle nostre condotte che — se proprio vogliono discutere di tentazioni — potrebbero esserci altre scene del film, magari meno esplicite, ma tuttavia ad alto potenziale erotico.
Almeno nel racconto, per esempio, quella che nel video qui sopra si sta per girare è abbastanza … intrigante.
Come potreste verificare (se non avete letto il libro) anche ascoltando il primo capitolo, letto da Veronesi medesimo (scaricabile qui).

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12 febbraio 2008 at 8:01 pm

Venditori di rose e lavavetri. A Camp Mary

La storia tutta italica della guerra ai lavavetri nelle città (perchè le città hanno da essere sicure, e decorose) mi indigna. E temo che non sia affatto finita. Ma ne ho già parlato qui (quando è iniziata) e poi qui, qui, (versione napoletana) , qui (quando almeno Cacciari si è dissociato dall’imperativo “di portare il cervello degli italiani all’ammasso”) e ancora in altri post(i) di decidiamoinsieme e quindi non ci torno pure qui, almeno per ora. Però, l’altro giorno, mi è capitata una coinidenza curiosa: ho incrociato lavavetri e altri irregolari alla fine dell’ultimo Le Carré. Dove il mio amato (e molto british) David Cornwell racconta di detenuti che “godono di diritti speciali”. Fra cui , quelli “di non partecipare alla gita matutina in città con gli altri ospiti, di non vendere rose agli automobilisti ai semafori e di non pulire i vetri alle loro BMW in cambio di pochi insulti” (corsivi miei).

Dedicato a chi è convinto che nelle città normali e civili non ci sono lavavetri.

[John Le Carré, Il canto della missione, Mondadori 2007 (or. 2006)]

13 settembre 2007 at 2:32 am


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città

La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

planners (e altri esperti)

A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

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25 settembre 1950
Caro Frank, ... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

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