Posts tagged ‘Scaraffia’

Libertà e paletti (niente perline colorate)

RU486 - Staino

A me pare che il discorso, in un paese normale, in fondo sarebbe semplice.
Al punto uno ci sarebbe, ancora, l’affermazione che la “libertà” che più ci libera non è quella di abortire, ma quella di non abortire. Ovvero, non soltanto essere informate su ogni possibile mezzo anticoncezionale, ma potere accedere a ciascuno di quei mezzi con ragionevole facilità-velocità. Tutti i mezzi, dal preservativo al diaframma (ve lo ricordate il cappuccetto plasticoso? in Italia non si vende più, da anni: vietato di fatto, dal “mercato”).

Poi, come sarebbe ovvio (sempre in un posto normale) — diciamo punto uno bis — c’è da garantire che le donne che arrivano a decidere per un aborto possano effettivamente abortire, in tempo utile, e che possano scegliere liberamente in che modo farlo. Anche qui, perciò, si tratta di disporre di informazioni complete, molte e corrette. E di una “assistenza” efficiente e discreta, non soltanto sanitaria ma perfino umana.
Che non miri, dunque, a coltivare i sensi di colpa, che non ti tratti come una peccatrice, che non cerchi di indirizzarti verso le tecniche più comode per l’ospedale oppure, peggio, (di fatto) verso la clandestinità.

Avviso.
Questa è una nota scritta  sul mio Facebook.  Mi scuso chi avesse già letto
di riproporla qui, però qui le cose sono un po’ meno effimere. Solo un po’.

(altro…)

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2 agosto 2009 at 6:36 pm

Welcome back!

woman calendar… ai prossimi figli dei signori Ogino e Knaus, ovviamente.
Ché perfino i cattolici praticanti non riescono a capire bene in base a quale logica i metodi contraccettivi naturali sono leciti e quelli chimici o meccanici non lo sono, ma probabilmente, almeno in parte, saranno tentati di adeguarsi al nuovo monito del papa.  Che madame Lucetta Scaraffia, sempre più revisionista, trova addirittura esemplare quanto ad anticonformismo.
Per me, invece —  sarà l’ignoranza in materia o l’ostinazione a restare fedele al senso di vecchie battaglie femministe — quello che è proprio impossibile capire (ancora più della distinzione ipocrita di cui sopra) è l’affermazione  papale per cui l’amore coniugale non avrebbe senso “se non genera figli”.
Mi sbaglierò, ma dal mio punto di vista quella idea comporta la logica conseguenza che i bravi cattolici (ovviamente tenuti a restare rigorosamente etero) non dovrebbero neppure pensare di sposarsi se sanno di essere sterili e/o portatori di malattie  e/o perfino — più banalmente — se hanno una certa età (soprattutto le donne). Il che non mi ricordavo fosse un principio-obiettivo della chiesa cattolica.
Ma devo avere disimparato pure il catechismo, evidentemente.

Credit. L’immagine (1942) viene da qui, dove ce ne sono altre parenti. Per vederla intera (che è interessante), basta cliccarci sopra.

Update.  Molto interessante, e ancora sul tema, è quello che (invece) ha detto il cardinal Martini ai margini dell’affollatissima presentazione del suo libro su Paolo VI. Ché lui chiederebbe scusa per i danni che la Humanae vitae ha fatto.  Poi lo linko (fatto), ma per ora l’articolo (di Repubblica) non è online e gli articoli online sull’evento-Martini non fanno cenno a quel punto.

4 ottobre 2008 at 9:52 am 2 commenti


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