Posts tagged ‘superpoteri’

La dernière bêtise (à la mode de chez nous)

L’espressione francese rende meglio l’idea, visto che ormai siamo oltre le normali ordinanze pazze e/o creative.
Il luogo è Favara (Agrigento).  L’oggetto è il linguaggio del corpo abitualmente utilizzato in caso di funerali.  Il risultato dell’ennesima ordinanza di un sindaco è che sarà proibito condividere il lutto e il dolore in modo fisico.
Però c’è tempo fino al 10 dicembre per adeguarsi alla nuova regolazione dei sentimenti.

Che poi  il riferimento alle bestie mi pare consono a questo ultimo effetto della doppia, o magari tripla,  sindrome da decoro/sicurezza + ‘influenza suina.

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29 novembre 2009 at 11:48 am 1 commento

Feed (convivenza civile, creativa)

Leggendo un paio di post altrui, mi è venuta la curiosità di leggere integralmente le “Norme per la civile convivenza in città” escogitate a Firenze.
Così ora consiglio caldamente a tutti i cultori di ordinanze creative (ma pure a chi si occupa per mestiere o per diletto di vita urbana) una lettura almeno trasversale del lungo e articolato testo, di cui mi appunto qui alcune perle (ma meritano un’occhiata pure le “definizioni” della materia normata, art.2). I neretti sono miei.

Allora, dall’11 agosto, a Firenze è proibito “entrare o salire sui monumenti, … entrare anche parzialmente nelle vasche e nelle fontane o gettarvi o immergervi oggetti, tranne nei casi in cui la tradizione comune prevede di lanciarvi monete“. Proibito “altresì collocare, appoggiare, legare i velocipedi su: barriere di protezione di monumenti, altri elementi di arredo urbano qualora rechi intralcio alla circolazione pedonale e carrabile, altri manufatti prospicienti immobili di rilevante valore architettonico, salvo nei luoghi espressamente consentiti”. E poi, ovviamente, è proibito “sdraiarsi sul suolo pubblico, sui gradini dei monumenti e dei luoghi destinati al culto o alla memoria dei defunti tranne che nei casi previsti dalle singole ordinanze (chi sa in quali casi sarà previsto sdraiarsi nei cimiteri. ndr), sulle panchine, sulla soglia degli edifici prospicienti la pubblica via, ovvero bivaccare, mangiare, bere o dormire in forma palesemente indecente (a giudizio chi sa di chi. ndr) o occupando, con sacchetti o apparecchiature il suolo pubblico”. (altro…)

5 settembre 2008 at 1:14 pm 12 commenti

Vietato essere antipatici

direct line Cantu'Stavo  (più o meno) perdendo tempo dentro Facebook, pure io (invece che fra blog). Ma anche lì, fra un cazzeggio e l’altro, pure se ti sei distratta, le brutte notizie che girano ti raggiungono.
Così, apprendo via Ciwati (a sua volta via Gilioli e in definitiva via Repubblica) dell’ultima ordinanza creativa (ma a questo punto forse l’aggettivo non va più usato, neppure ironicamente): numero verde per segnalazioni anche anonime di eventuali extracomunitari clandestini in territorio italico. Inventata a Cantù (Como).
Il sindaco è convintissima che non sia delazione, bensì  partecipazione: troppi immobili affittati a clandestini, il che è un reato da perseguire.
Il nuovo servizio è già in funzione, come da verifica pratica di Gilioli: in attesa del numero verde, le segnalazioni si fanno al centralino dei vigili urbani. Anche quelle false, naturalmente.

update. Poi stamattina, leggendo i giornali, mi venivano delle associazioni di idee. Fra la notzia di sopra e quella su Veltroni che scrive direttamente a Fini per chiedere di discutere presto una legge costituzionale sul diritto di voto (alle amministrative) agli immigrati regolari.
Nel senso che non mi riesce di dare torto a Castelli, quando dichiara che il segretario del Pd è il «maitre a penser delle cause perse».

2 settembre 2008 at 2:00 am

La decimazione del graffit(ar)o

Con i graffitisti (o graffitari) ce l’hanno un po’ tutti, ma leggo qui che l’ottimo Alemanno ha avuto un altro sussulto di creatività e sta studiando — di concerto con Maroni — forme alternative di punizione per chi viene preso a sporcare i muri. Per esempio, non dovrà cancellare soltanto i graffiti suoi, ma anche altri dieci. La cosa potrebbe partire a breve, ha detto Alemanno (da Cortina) , e potrebbe valere anche per chi fa altre “sciocchezze”.
Perché la strada è cultura solo a volte (magari per la stampa e non per le leggi) e comunque è sempre meglio se i muri sono quelli di un’altra città, ché a nessuno è dato di fare il profeta-graffitista in patria, si sa. Anche fuori d’Italia (non mitizzo), magari solo con un po’ di intelligente (?) tolleranza in più, mentre qui la tolleranza è in netto calo (e l’intelligenza … lasciamo perdere).

A titolo di consolazione — grazie di cuore ai punkpirates per avermi fatto scoprire altre cose da/di graffitisti — guardatevi la notevolissima animazione “dipinta” su pubblici muri, qui sotto. E speriamo che il finale sia solo arte, e non anche realtà …

Vodpod videos no longer available.

A short film by Blu. Made in Buenos Aires and in Baden (fantoche). Music by Andrea Martignoni, produced by Mercurio Filmassistant: Sibe. Molti commenti qui (ma anche su Youtube).
Posted with vodpod .

ps. Un link finale, ove mai abbiate dimenticato il senso letterale, e le origini, di decimazione.

24 agosto 2008 at 4:06 pm

WARNING! Dove c’è gusto, ora c’è la multa

turista con piccioni a Venezia […] Si è data ai sindaci carta bianca per scrivere leggi dedicate alle loro particolari fissazioni in materia di sicurezza. Il risultato è una tempesta di nuove ordinanze e regole che minacciano di trasformare il bel paese nel più grande di tutti gli stati-tata.
L’incauto straniero rischia forti sanzioni per il fatto di fare cose che sono perfettamente legali dovunque, nel mondo, fatta eccezione per la specifica città dove egli si trova. […]

E’ la mia traduzione libera di un pezzetto dell’articolo sulla nuova abilità italiana di vietare tutto ciò che sia divertente, che compare oggi sull’Independent (e viene ripreso da Repubblica). Perfettamente condivisibile e tutt’altro che miope, direi. Estivo, leggero, un po’ irridente (o è una mia proiezione?), ma i punti cruciali mi pare che vengano colti correttamente: lo spazio concesso alle fisse dei sindaci, i modi diversi con cui vengono trattati comportamenti uguali (e peraltro dovunque normalmente ammessi) in un posto e in un altro, i rischi di uno stato iperprotettivo, paternalista: tata (o forse madre, mediterranea).

Insomma, raddoppio il commento originato ieri da Sofri-piccolo+Serra-sull’amaca (dall’altra parte), e insisto: che la stampa straniera parli di noi non è affatto male. E che, da qui, ci si faccia una qualche attenzione, sarà pure provinciale (a volte) ma molto più spesso è utile.
Ché nel mondo della coppia Ripa di Meana al Pincio, o di quell’altra coppia di cui al post sotto, se ne fregano. E hanno ragione.

credit. La foto intera, di rachie5.

17 agosto 2008 at 3:09 pm 3 commenti

Altri divieti, anche esteri, e poi permessi

In effetti, sospetto che in alcuni degli articoli che si leggono in questi giorni sui divieti creativi si faccia un po’ di confusione (a vantaggio del folklore) tra fesserie (e illibertà) nuove e vecchie.
Il divieto di sedersi sulle scale in piazza a Capri c’è da tempo immemorabile (anche quello di girare in costume o comunque abbigliati in modo poco consono), e così immagino sia per altri divieti anti-rumore, d solito elaborati pro-residenti estivi e turisti.
Anche oggi, comunque, la lista si arricchisce. In particolare, segnalerei due new entry.
Eraclea (Venezia), dove è vietato raccogliere conchiglie, portare via la sabbia (multa da 25 euro a 250) e pure fare castelli di sabbia e buche. Cioè, in sostanza, sono riusciti a proibire di essere bambini.
E Bologna, dove si vieta (anche) di farsi un piercing «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse». Sanzione ancora da stabilire (questa quindi è certamente nuova).

* * *

Il culto dei turisti (anche un po’… scemi, all’occorrenza, non è che c’è bisogno di essere il mitico Paul Bowles per girare senza distruggere il mondo degli altri) sembra dilagare ovunque, in verità: Italia o estero. O almeno così mi viene di pensare a leggere del tentativo della ministra marocchina (ex femminista, ex comunista) di abbassare il volume dei muezzin.
Nonostante che — se valutati in decibel — siano meno invasivi di clacson, sveglie, aspirapolvere e frullatori.

clicca per andare all'originale

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* * *

Sul fronte del nuovo “permissivismo-liberista“, invece, si segnala il nostro nordico ministro dell’agricoltura. Che si predispone ad appoggiare la proposta di due parlamentari della Lega a favore della grappa fatta in casa. Ché bisogna smetterla di fare gli ipocriti, e poi nessuno è mai morto di grappa casareccia.
L’articolo di Repubblica non è online, poi magari domani lo linko dall’archivio. Però c’è quello della Tribuna di Treviso (senza esternazioni del ministro Zaia, tuttavia).

divagazione semi-pertinente: Toti Scialoja (avvistato via Bartezzaghi)
aggiornamento promesso: l’articolo di Repubblica.

14 agosto 2008 at 2:59 pm 1 commento

Piccole creatività crescono

sidro_ un bicchiere due cannucce Federica Sgaggio, l’altro giorno, ha letto da qualche parte di una multa al suonatore trovato a esibirsi per strada senza «regolare autorizzazione». Stanotte, invece, mi è capitato di imbattermi (Corriere del Mezzogiorno) nella strepitosa notizia del divieto di servire drink a litro, da consumare a società. In quel di Bacoli.
La ragione (si fa per dire) dell’ordinanza non è l’alcol, questa volta, ma il “concreto rischio di infezioni”, per “l’inevitabile riflusso dei liquidi attinti”. Insomma, per il fatto che dalla cannuccia capita pure di sputacchiare un po’ dentro il drink.
In verità, non so se la cosa fa parte delle ordinanze creative in senso stretto (suppongo di sì), però direi che il sindaco Coppola può comunque concorrere alla gara, aggiungere il suo nome all’albo e godersi il suo momento di gloria.
Ancora, mi chiedo se — senza cannuccia — bere-insieme si può, ché anche il tocco della labbra, non si sa che problemi igienici potrebbe produrre … Anzi, forse per sicurezza, sarebbe meglio un mondo tutto di monouso. Peccato che, dal punto di vista dei rifiuti, fanno più problema.

Poi ci sono le cose più serie: a Parma.

credit. Il poster del sidro, ma orginariamente qui.
update-link:l’ordinanza bacolese (via cortile/Leoblog). “Considerato … si appalesa la necessità di vietare tale fenomeno”, ovvero di attingere con lunghe cannule alla stessa fonte.

13 agosto 2008 at 11:39 am 3 commenti

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La sera scese sul vicinato ... Dalle case salivano odori di frittura e profumi di insalate tagliate sottili, e una freshezza rugiadosa di cetrioli sbucciati da bagnare nello yogurt, o nella panna acida se ce n'è, e odori di cipolle che avvolgono l'aringa in piccoli piatti, e frittate che saltano nelle padelle, e fette di pane al cumino che si tagliano in tavola. Cieli d'estate si annerivano lentamente sull'orlo dell'orizzonte. Dal terzo piano salivano nuove note del pianoforte...
[David Grossman, Il libro della grammatica interiore, 1992, or. 1991]

Su Libération, lo storico Jacques Le Goff afferma: "Il metrò mi disorienta". La gente che prende il metrò tutti i giorni si sentirebbe disorientata recandosi al Collège de France? Non abbiamo l'opportunità di verificarlo.
[Annie Ernaux, Diario dalla periferia, 1994, or.1993)]

planners (e altri esperti)

A parte qualche caso di corruzione e una diffusa avidità per la "vigna altrui", all'origine dei nostri guai ci sono, nel complesso, ottime intenzioni.
[Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città, 1969, or. 1961)]

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Caro Frank, ... Mi spedisca anche l'Oxford Verse, per favore. E non si domandi mai se ho trovato qualcosa da qualche altra parte, non cerco più nulla da nessun'altra parte. Perché mai dovrei farmi tutta la strada fino alla 17th St. per comprare libri sporchi e mal fatti quando ne posso acquistare di puliti e belli da voi senza abbandonare la mia macchina da scrivere? Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street.
[Helene Hanff, 84 Charing Cross, 1970]

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